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La crisi energetica sta colpendo maggiormente i lavoratori a medio e basso reddito. Travail.Suisse presenta 10 rivendicazioni per controllare la crisi energetica in modo solidale ed evitare il gelo sociale del prossimo inverno.

La crisi energetica è una sfida per i lavoratori e per i pensionati a medio e basso reddito. Aumenta significativamente il costo della vita per molte economie domestiche. Non è solamente una sfida tecnica ma anche una sfida sociale. Thomas Bauer, responsabile della politica economica, spiega: «La crisi energetica deve essere gestita in modo solidale. I lavoratori e le lavoratrici hanno interesse a mantenere i posti di lavoro. Ma non devono pagare il prezzo della crisi energetica con il calo dei salari reali, l’aumento del costo della vita e il peggioramento delle condizioni di lavoro».

Misure per alleviare le economie domestiche a medio e basso reddito
Travail.Suisse presenta 10 richieste per evitare il gelo sociale il prossimo inverno. Oltre ad adeguare i salari e le pensioni all’inflazione, è necessario sostenere concretamente, con aiuti diretti, le famiglie a medio e basso reddito. Léonore Porchet, vicepresidente di Travail.Suisse, ha presentato oggi al Consiglio federale una richiesta in tal senso: «Per evitare che le economie domestiche cadano in povertà, sono necessari aiuti diretti che possono essere versati attraverso la riduzione dei premi o delle casse malati, in modo che le persone colpite possano beneficiare di un sostegno già questo inverno».
Travail.Suisse si oppone fermamente alle richieste di un’ulteriore liberalizzazione del diritto del lavoro a causa della crisi energetica. Per Travail.Suisse non si deve prolungare il lavoro notturno e domenicale o ridurre i tempi di riposo oltre alle già ampie possibilità legali. Bisogna invece considerare una riduzione del lavoro serale e domenicale nel commercio al dettaglio, con l’obiettivo di risparmiare energia.
A causa degli aumenti cospicui di elettricità e riscaldamento, l’estensione del telelavoro comporta uno slittamento di questi costi dalle aziende sui lavoratori e le lavoratrici. I datori di lavoro devono quindi sostenere queste spese. Travail.Suisse respingerebbe categoricamente una regolamentazione del Consiglio federale simile a quella dell’ordinanza Covid che aboliva questa assunzione di costi.
I crediti per i casi di rigore devono garantire la produzione alle aziende che non possono continuare a produrre nell’immediato proprio a causa del forte aumento dei costi dell’energia. Ciò consente di salvaguardare posti di lavoro. Il rimborso dei crediti dev’essere spalmato su più anni. Denis Torche, responsabile della politica energetica ha dichiarato: «Le aziende che investono per ridurre l’uso di combustibili fossili e per promuovere l’efficienza energetica dovrebbero rimborsare solo una parte dei crediti. In questo modo, i crediti per i casi di rigore diventano un booster per una trasformazione ecologica».
Infine, la liberalizzazione del mercato dell’elettricità sta manifestando ora i suoi difetti in tempi di crisi. La sicurezza dell’approvvigionamento e i prezzi di elettricità ragionevoli sono essenziali per i lavoratori e per le industrie svizzere; non devono essere lasciati al libero mercato. Ecco perché occorre porre fine a qualsiasi ulteriore liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica. Tuttavia, Travail.Suisse non rifiuta sostanzialmente la possibilità per i grandi consumatori di tornare a un fornitore monopolistico. Ma le eventuali modifiche devono essere accompagnate da impegni a lungo termine e non devono portare a ulteriori e costosi acquisti di energia da parte degli operatori di rete. Altrimenti sarebbe la comunità a pagare per i profitti di alcune aziende.

Crisi energetica: 10 richieste dal punto di vista dei lavoratori
Travail.Suisse, l’organizzazione mantello indipendente per i lavoratori e le lavoratrici, presenta 10 richieste dal punto di vista dei lavoratori per mitigare le conseguenze sociali della crisi energetica.

Garantire il potere d’acquisto – prevenire la povertà
1. Adeguamento dei salari e delle pensioni all’inflazione – Partecipazione ai guadagni di produttività.
2. Sovvenzioni dirette alle famiglie a medio e basso reddito.
3. Regolare i prezzi dell’elettricità.
4. Impedire o tassare gli alti profitti delle società elettriche.

Non rendere ulteriormente flessibile la legge sul lavoro
5. Nessun ulteriore peggioramento del diritto di lavoro.
6. Nessun contraccolpo dei costi di riscaldamento ed elettricità sui dipendenti che lavorano da casa.

Preservare i posti di lavoro
7. Utilizzare il lavoro ridotto.
8. Utilizzare gli aiuti per i casi di rigore in modo mirato e per promuovere la trasformazione ecologica.

Regolamentare il mercato dell’elettricità per il futuro
9. L’elettricità è un servizio pubblico: fermare la liberalizzazione del mercato elettrico.
10. Concorrenza per prezzi bassi, prezzo di monopolio per prezzi elevati.


trad. C. Calderoni