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2020

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È sempre più evidente che la BNS non aveva nessuna vera alternativa a lungo termine allo sblocco del tetto minimo del cambio franco-euro. La cosa importante, ora, è che a pagare il prezzo dei problemi di cambio, che hanno cause globali, non siano le lavoratrici e i lavoratori. Una riduzione generale dei salari o della fiscalità non è certamente una soluzione. La politica occupazionale delle imprese va però ridiscussa.

Con la decisione di sbloccare, di punto in bianco, il tetto minimo del cambio franco-euro la Banca Nazionale Svizzera BNS ha scatenato un terremoto globale sui mercati finanziari. È chiaro che questa decisione inciderà anche sullo sviluppo economico in Svizzera.

Nessuna vera alternativa
Dopo le decisioni della Banca Centrale Europea BCE è divenuto chiaro che la BNS non aveva vere alternative all’abbandono del cambio minimo. Nei prossimi mesi la BCE intende iniettare sul mercato oltre 1100 miliardi di euro; la pressione sul cambio minimo sarebbe cresciuta eccessivamente, e secondo le stime più recenti la BNS sarebbe stata costretta ad acquistare dai 1000 ai 2000 miliardi di euro. In teoria la BNS potrebbe anche farlo, ma è lecito dubitare che politica e popolazione siano disposti ad assumersi, quale alternativa, il rischio di perdite dell’ordine di 200 a 300 miliardi di franchi.

Sei rivendicazioni
sul tavolo
Già poco dopo la decisione della Banca Nazionale, il consigliere federale Schneider-Ammann ha invitato i partner sociali a una tavola rotonda al fine di valutare insieme la situazione. Travail.Suisse ha presentato le seguenti sei richieste comuni dei partner sociali:
• i partner sociali attestano il loro impegno comune presso la Banca Nazionale affinché assuma il suo mandato e adotti misure adeguate all’evoluzione della congiuntura;
• i partner sociali attestano il loro impegno comune per la salvaguardia del potere d’acquisto dei lavoratori. Assumono una chiara posizione contro un abbassamento generalizzato dei salari e contro i salari in euro. A fronte di un aumento della disoccupazione, sostengono inoltre la possibilità di usufruire delle indennità di perdita di guadagno durante due anni anche per le persone sotto i 55 anni;
• i partner sociali sostengono l’accesso facilitato alle indennità per lavoro ridotto per le imprese che subiscono forti cali delle commesse a causa dell’oscillazione del cambio;
• i partner sociali esigono dalle imprese in Svizzera una nuova politica delle assunzioni orientata alla manodopera indigena che offra opportunità anche ai lavoratori più anziani e non iper qualificati. Le imprese vengono responsabilizzate attraverso un monitoraggio delle assunzioni, e i risultati dovranno essere misurabili e visibili;
• i partner sociali esigono dalla Confederazione e dai Cantoni un pacchetto di investimenti nella formazione professionale immediato e sufficientemente dotato per lavoratrici e lavoratori non qualificati che hanno perso l’impiego; essi devono poter sfruttare gli anni di crisi economica per migliorare le loro opportunità future sul mercato del lavoro;
• i partner sociali rifiutano i pacchetti di risparmio della Confederazione e dei Cantoni e accettano solamente ricalibrazioni dei sistemi tributari neutrali in termini di bilancio.
Attraverso queste misure è possibile ridurre il paventato aumento della disoccupazione e mitigare gli effetti sulle lavoratrici e i lavoratori.

Mantenere la calma – evitare decisioni avventate
Non è ancora chiaro ciò che avverrà nei mesi a venire. In una situazione del genere, prendere decisioni affrettate sarebbe controproducente. Non avrebbe senso neppure rinunciare, per considerazioni a breve termine, a progetti fondati su una concorrenzialità a lungo termine – come la Strategia energetica 2050 – o cercare di far passare speditamente in Parlamento temi molto delicati come la Riforma III dell’imposizione delle imprese.
Travail.Suisse rifiuta chiaramente queste ed ogni altra decisione avventata, che tentano palesemente di sfruttare il momento d’incertezza per imporre singoli interessi. Occorre mantenere la calma e all’occorrenza adottare misure intese a favorire la popolazione svizzera sia sul breve che sul lungo termine.

Martin Flügel, *pres. Travail.Suisse