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«La partecipazione è la linfa della vita di un’associazione» ha detto Giacomo Falconi, presidente di GenerazionePiù. E segno di una grande vitalità hanno dato i numerosi presenti domenica 20 settembre nel salone del Centro scolastico di Sant’Antonino per i festeggiamenti dei 35 anni della nostra Associazione, che da AAPI è diventata GenerazionePiù da ormai cinque anni.

«Quella di oggi è, anche per noi, la festa della gratitudine», ha detto Falconi. Infatti la ricorrenza coincideva quest’anno con la Festa federale di ringraziamento, istituita già nel 1796 dalla Dieta federale. «È una giornata in cui tutti sono chiamati ad essere grati all’Onnipotente per il nostro Paese, nel quale viviamo nella libertà e nella democrazia e ci impegnamo per il bene comune». Il momento è stato coronato dal canto del Salmo svizzero intonato dal coro.
«L’incontro di oggi ci dà l’occasione, ha aggiunto Falconi, per un’occhiata a ritroso e uno sguardo fiducioso per l’avvenire». Ed è stata proprio la presentazione del Vademecum 2015, fresco di stampa, a dare l’opportunità di sintetizzare la vita della nostra associazione e l’evoluzione della concezione dell’anziano dagli anni ‘90 ad oggi.
Nel suo intervento la curatrice Maria Luisa Delcò ha messo in evidenza molti aspetti interessanti che hanno arricchito quella che ormai è diventata una collana di sedici volumetti. Tutto è partito da un’esigenza, espressa dall’allora presidente Pin Riva e realizzata nel 1991, di mettere nelle mani dell’anziano ticinese «un amico sincero, un consigliere, un indicatore valido, un sostenitore»: in sostanza un compendio di consigli utili.
Dalla sua rinascita, nel 2000 ad opera di Mara Valente, il Vademecum è diventato monotematico. «Si annoverano vari argomenti, ha scherzato Maria Luisa Delcò, tra i quali ‘L’anziano e la salute, che, visto il gran numero di medici tra gli autori, forse parlava piuttosto di malattia, e ‘L’anziano e la sicurezza’, che parlava piuttosto di perdita della fiducia... o l’anziano e la natura che presentava un’immagine piuttosto bucolica del giardinaggio», a rappresentare un concetto di anziano bisognoso di protezione e dal passo incerto. La svolta con i temi degli anni seguenti, in particolare «L’anziano e la cura dell’immagine», un bel lavoro nato dalla collaborazione di Mara Valente con i ragazzi della Sams e della Sta.
Dopo l’edizione storica per i 30 anni dell’Associazione ed il cambio del nome, è seguita la trilogia (2012, 2013, 2014), è proprio il caso di dirlo, sull’intergenerazionalità: gli anziani non sono chiusi in loro stessi, sono aperti al mondo, alle novità e al resto della società.
Meinrado Robbiani, segretario cantonale dell’OCST, ha portato all’assemblea il suo saluto «con soddisfazione e gratitudine, perché quel seme gettato 35 anni fa è cresciuto rigoglioso ed è diventato un albero ramificato e ricco di apporti».
Uno degli auspici dell’OCST al momento della fondazione dell’AAPI era che «il patrimonio di relazioni che si costituisce nel corso della vita lavorativa possa dare frutti fecondi anche dopo il pensionamento. La vostra ricchezza, ha sottolineato Robbiani, è importante per l’OCST sia dal profilo numerico che per la capacità creativa  e innovativa che offrite. La recente apertura del Centro Diurno di Lugano qualifica la vostra associazione».
E ha terminato con un augurio: «che possiate continuare a camminare su questa strada senza perdere mai la rotta dei valori cristiano-sociali che guidano l’attività del nostro sindacato».
È poi intervenuto Romano Rossi, presidente onorario dell’OCST che ha considerato che gli argomenti del vademecum sono diventati sempre più ambiziosi ed educativi ed ha ricordato le parole di Gandhi, vere per tutte le età: « Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre».
Il pomeriggio è stato allietato dal coro della sezione del Mendrisiotto di GenerazionePiù, diretto da Guido Danielli e accompagnato con fisarmonica e chitarra da Mario Maldini, che ha proposto un viaggio in tre splendide città italiane, Torino con «Piemontesina bella», Venezia con «Voga e va gondolier» e Trieste con «Vola colomba bianca vola».  «La verzaschina» di Vittorio Castelnuovo ha concluso quello che si può definire un vero e proprio concerto, cui ha partecipato con entusiasmo anche il pubblico emozionato nel ricordare, tramite il canto, momenti vissuti tanti anni fa.
Il pomeriggio insieme si è concluso con un ricco e piacevole rinfresco preceduto dal saluto dell’on. Christian Vitta, direttore del Dipartimento finanze ed economia che ha voluto, con la sua presenza, sottolineare l’interesse del Consiglio di Stato per il contributo offerto da GenerazionePiù alla comunità.
Un ringraziamento speciale agli organizzatori dell’evento.

B. Rigotti
Foto:  Oscar Bizzozzero