Stampa

Dopo la giornata dei festeggiamenti per il 35.mo di fondazione di GenerazionePiù, ricordata nel servizio dell’ultimo numero del Lavoro, con l’abile penna di Benedetta Rigotti, vogliamo soffermarci su alcuni passaggi del Vademecum che è giunto in queste settimane a tutti i soci.

Il nostro presidente Giacomo Falconi ha definito i 16 Vademecum dal 1991 fino al 2014, la collana del ciclo della vita (con 67 autori fino al 2005 e 53 dal 2006 al 2015).
Il primo presidente dell’allora AAPI -Ocst, Pin Riva scrive nel 1991 che «parecchie volte nel corso delle assemblee cantonali e sezionali, è stata sollecitata la stampa di un libretto che permettesse agli anziani di avere tra le mani un amico sincero, un consigliere, un indicatore valido, un sostenitore». (pag.15)
E dopo quasi 10 anni, la partenza... vera del Vademecum nel 2000, fascicolo che vuol essere un trait d’union tra il primissimo del 1991 e il futuro a partire dal duemila, dove si spazia dal sindacato al pensionamento; dalle cure a domicilio agli istituti per anziani, dalla dichiarazione d’imposta al diritto successorio eccetera.
Il primo numero tematico è quello del 2001 e verte sulla salute; poi nel 2002 si passa al tempo libero dell’anziano, nel 2003 all’anziano immerso nella natura; nel 2004 un accenno all’anziano che comunica con gli altri, per giungere al 2005 dove ci si comincia a chiedere:  quale il ruolo dell’anziano nella società di oggi?
«Queste riflessioni sulla popolazione anziana ticinese ci portano a realizzare uno studio sul nuovo ruolo che l’anziano ricopre oggi nella società, dove non ha più un ruolo passivo, bensì parte attiva e forza sociale della comunità culturale e politica del paese» (pag.31).
Nel 2006, una svolta per un Vademecum «speciale» dedicato alla moda ed allo stile di abbigliamento per gli over 65.
Splendido fascicolo con i disegni dei modelli per gli abiti delle signore (ed in parte anche dei signori) realizzati dalle allieve di due scuole di abbigliamento di Lugano (SAMS e STA) per vedere l’anziano con gli occhi dei giovani (pp. 35 e 36)
Nel 2008, il primo Vademecum illustrato a colori con splendide immagini che si riferiscono a quanto nell’arte si parla di musica: dal pifferaio magico al violinista di Marc Chagall del 1920 alla Prova di balletto in scena di Degas al ballo a Boungival di Renoir; dal suonatore di liuto di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio circa 1596) agli Angeli musicanti (pag.45).
Importante e significativo il Vademecum del 2010 che si presenta con il nuovo look anche nel nome dell’associazione: da AAPI-Ocst a GenerazionePiù.
Il 2011 vede nel Ticino un anno ricco di elezioni e così anche il Vademecum si inserisce nel contesto e parla di «politica come servizio, come costruzione del bene comune, come ricerca di soluzioni in un viaggio «collettivo», come scelta responsabile, come democrazia condivisa tra donne e uomini» (pag.53).
Arriviamo agli anni recenti dal 2012 al 2014 dove il Vademecum si è sempre più inserito nel contesto del mondo e della società odierna.
Così commenta la trilogia il presidente cantonale: «L’evoluzione in atto ci pone di fronte a problemi globali (riguardanti tutte le età). Dal «particolare» siamo passati alla «globalità», ossia a temi che coinvolgono tutte le fasce di età, non solo gli anziani» (pag.12).
E chiudiamo queste riflessioni con una frase citata da Ovidio Biffi nel Vademecum 2007: «Correggere la rotta tutto il corso della giornata: questo è  l’inizio della saggezza». (pag.41)

Maria Luisa Delcò, Vice presidente cantonale