In occasione dei cinquant’anni del diritto di voto alle donne, il 29 e il 30 ottobre 2021 ha avuto luogo a Berna la seconda Sessione delle donne, durante la quale 246 donne, elette in una votazione che si è tenuta online in tutta la Svizzera in primavera, hanno preso posto nella sala del Consiglio nazionale

e hanno discusso e votato le misure ritenute più urgenti per realizzare la parità e le mozioni proposte dalle Commissioni costituite per l’occasione. Le 23 petizioni adottate dall’assemblea sono state consegnate al Parlamento.
Una parte delle elette ha partecipato anche ai lavori delle otto commissioni che hanno preparato delle proposte da indirizzare all’assemblea: per il diritto di voto, per la parità sul lavoro e al pensionamento, per l’agricoltura, per la scienza, per le questioni giuridiche e la protezione da ogni forma violenza, per la trasformazione digitale, per la salute sessuale e la medicina di genere, per il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro di cura.

Il 29 e 30 ottobre, 246 donne provenienti da tutte le regioni della Svizzera hanno preso posto nella sala del Consiglio Nazionale per la Sessione delle donne 2021. Le partecipanti sono state scelte in una rosa di candidate nel corso di una votazione che si è svolta in primavera.
Anche delle rappresentanti sindacali appartenenti alla federazione di Travail.Suisse (HGU, OCST, Sciv, Syna, e transfair) hanno partecipato alla Sessione delle donne e posto l’attenzione sul mancato sanzionamento delle aziende che praticano la discriminazione salariale e su una previdenza professionale giusta.
Per Travail.Suisse c’erano Linda Rosenkranz (BE), che ha partecipato ai lavori della Commissione per la parità sul lavoro e al pensionamento e Davina Fitas, sindacalista OCST (TI) e presidente della Commissione consultiva per le pari opportunità del Canton Ticino. Esse hanno rappresentato quindi gli interessi delle lavoratrici svizzere.
Linda Rosenkranz nel corso dei lavori commissionali ha portato l’attenzione sulla revisione della legge sulla Parità dei sessi e sulla necessità di una riforma previdenziale giusta. Nel 2021 la discriminazione salariale è purtroppo ancora una realtà.

La discriminazione salariale deve essere sanzionata!
Anche se la parità salariale è ancorata alla legge sulla Parità dei sessi, la sua attuazione è priva di forza. Il Parlamento ha infatti rifiutato di porre le basi per sanzionare le aziende inadempienti. Per Linda Rosenkranz è chiaro che sono necessarie misure più incisive: «L’attuale legge è come un’arma spuntata. Abbiamo bisogno di una legge che sanzioni le aziende che discriminano le donne dal punto di vista salariale».
Dato che la politica fin qui non è stata capace di produrre misure efficaci per raggiungere la parità salariale, Travail.Suisse, con le sue organizzazioni sindacali, nel giugno del 2020, ha dato vita alla piattaforma per la parità salariale RESPECT8-3.CH. I datori di lavoro vengono inseriti in una lista bianca quando hanno applicato le indicazioni di legge e hanno condotto un’analisi della parità salariale.

Rafforzare la parità e la famiglia
Affinché la parità dei sessi venga rafforzata, Travail.Suisse sostiene le proposte dalle commissioni che propongono che il lavoro di cura e di educazione venga riconosciuto con un accredito nella previdenza professionale. Inoltre il Consiglio federale dovrebbe creare un ufficio federale per la parità dei sessi e la famiglia in modo da rinnovare la discussione politica su questi temi.

Le donne ticinesi? Ancora più discriminate
Davina Fitas ha segnalato alle partecipanti alla Sessione delle donne che le donne ticinesi subiscono maggiormente la disparità salariale. Infatti in Ticino i salari sono già del 21% inferiori alla media nazionale e, in quanto donne, subiscono un’ulteriore penalizzazione del 17,3%. Per questo la povertà tra le donne ticinesi è notevolmente più diffusa rispetto al resto del Paese e la situazione si aggrava ulteriormente al momento della pensione.

 

Davina Fitas: un’esperienza indimenticabile

Quando ho saputo di essere stata eletta per partecipare alla Sessione delle Donne 2021, mi sono sentita profondamente onorata. Ho avuto il privilegio di prendere parte ad un evento che si è tenuto solo due volte nella storia del nostro Paese: nel 1991 e nel 2021, anno dell’anniversario del Diritto di voto alle donne in Svizzera.
Ringrazio di cuore le donne che mi hanno votata e mi hanno dato questa bellissima opportunità. Dal Ticino siamo state elette in dieci, tutte professioniste, impegnate per la parità di genere e motivate nel portare a Berna la voce delle donne della Svizzera Italiana. Oltre a questa bella collaborazione, ho apprezzato molto quella sui temi del lavoro sviluppata con le colleghe di Travail.Suisse.
Da parte mia sono partita per la capitale con un grande entusiasmo; più volte avevo visitato Palazzo Federale ma questa volta entrarci da Rappresentante eletta delle donne ticinesi è stata per me una grande emozione, un onore ed un’importante responsabilità.
Sotto la cupola di Palazzo Federale si respirava una grande energia e anche le Consigliere nazionali presenti hanno sottolineato come il livello di partecipazione e attenzione delle delegate rivolte ai temi e agli interventi, siano stati nettamente superiori rispetto a quanto normalmente accade in Parlamento.
Donne di tutte le età, di tutte le nazionalità, provenienti dai quattro angoli della Svizzera si sono unite con l’obiettivo comune di rivendicare una società più paritaria per tutte le donne residenti nel nostro Paese.
Nel corso delle due giornate di dibattimenti sono stati trattati molti temi per me estremamente importanti; ad esempio la creazione di un Dipartimento per le pari opportunità, il sostegno alla medicina di genere e molto altro.
Sono stata molto felice nel vedere tante giovani donne preparate, impegnate, determinate nel portare avanti i discorsi sulla parità di genere; e questo aspetto mi riempie di speranza per il nostro futuro e quello di tutte le donne nel nostro Paese.

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