Abbonamento

Il Lavoro, periodico dell'OCST, da decenni è un punto di riferimento per le informazioni sui contratti, le nuove normative, la previdenza, il mondo del lavoro, la formazione.

Informazioni abbonamento "Il lavoro">>

Formulario abbonamento>>

Get it on Google Play

Get it on AppStore

 

2020

Il Lavoro n.1 del 6 febbraio 2020 Il Lavoro n.2 del 27 febbraio 2020
Il Lavoro n.3 del 12 marzo 2020 Il Lavoro n.4 del 28 maggio 2020
Il Lavoro n.5 del 18 giugno 2020 Il Lavoro n.6 del 9 luglio 2020

Prima pagina

Il contratto collettivo per architetti e ingegneri, dopo la pubblicazione della domanda di obbligatorietà su Foglio Ufficiale del 5 maggio 2020, ha ricevuto delle opposizioni. Abbiamo dunque rivolto qualche domanda a Giorgio Fonio che ha seguito sin dall’inizio il CCL.
Con un’apposita lettera datata 30 aprile 2020, Regione Lombardia e Canton Ticino hanno richiesto ufficialmente ai propri Governi nazionali di ratificare il nuovo Accordo fiscale sulla tassazione dei frontalieri negoziato nel 2015 che – lo ricordiamo – prevedrebbe l’imposizione dei redditi da lavoro in Italia e la fine del meccanismo dei ristorni, con conseguenze molto pesanti per i lavoratori e i Comuni di frontiera. 
Le richieste contenute nella lettera sono esplicite: immediata cancellazione del vecchio Accordo del 1974, entrata in vigore del testo del 2015, aliquote agevolate solo per i vecchi frontalieri e solo per un numero limitato di anni. 
Importanti novità per quanto concerne i previsti 110 licenziamenti di Mikron annunciati il 17 aprile. Dopo un grande lavoro da parte della Commissione aziendale in collaborazione con la direzione e le parti sociali, si è arrivati al licenziamento di 47 persone e alla riduzione della percentuale lavorativa (stimata mediamente intorno al 25%) di altri 57 dipendenti.
Nel comunicato diramato da Mikron mercoledì 20 maggio si scopre che le riduzioni di personale interessano anche la sede di Rottweil in Germania (50 i licenziamenti in loco) come pure la sede di Berlino. Le motivazioni addotte da Mikron sono quelle che già erano emerse a metà aprile ossia «a causa del pesante crollo della domanda di beni d’investimento nell’industria automobilistica, inasprito dalla pandemia di Covid-19».
Un anno fa il 14 giugno aveva luogo lo Sciopero delle donne che ha portato in piazza in tutta la Svizzera moltissime persone, oltre diecimila solo in Ticino, a protestare contro la disparità, la violenza e per chiedere considerazione e rispetto a tutti i livelli. Domenica 14 giugno si è voluto richiamare quel momento importante con un’iniziativa organizzata dalla rete Nate il 14 giugno cui anche OCST donna-lavoro appartiene, commisurata, come dimensioni, alle misure di distanza sociale previste dalla Confederazione e tuttavia molto intensa e partecipata anche sul web, in radio e sui media in generale.
Fin da subito l’OCST ha individuato lo strumento del lavoro ridotto come essenziale nella crisi del coronavirus per limitare al massimo il numero di licenziamenti: le aziende infatti ricevono il rimborso delle ore di lavoro che non è stato possibile effettuare.
In questi ultimi due mesi però le esigenze sono esplose. L’applicazione di questa misura è stata infatti facilitata per sostenere le aziende: sono stati eliminati i due giorni di carenza, accordato il diritto dal giorno di deposito della domanda, ridotta la documentazione necessaria, prolungato il diritto fino a sei mesi, ampliato il numero di aziende e lavoratori aventi diritto.