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2019

No image Il Lavoro n.13 del 19 settembre 2019
Il Lavoro n.14 del 3 ottobre 2019 Il Lavoro n.15 del 17 ottobre 2019
Il Lavoro n.12 del 5 settembre 2019 Il Lavoro n.10 del 27 giugno 2019
Il Lavoro n.11 dell'11 luglio 2019 Il Lavoro n.9 del 6 giugno 2019
Il Lavoro n.8 del 23 maggio 2019 Il Lavoro n.7 del 9 maggio 2019
Il Lavoro n.6 del 18 aprile 2019 Il Lavoro n.5 del 28 marzo 2019
Il Lavoro n.4 del 14 marzo 2019 Il Lavoro n.3 del 21 febbraio 2019
Il Lavoro n.2 del 7 febbraio 2019 Il Lavoro n.1 del 24 gennaio 2019

Prima pagina

Sullo scorso numero del bollettino di Unia, abbiamo avuto il piacere di leggere una pioggia di veleno e inesattezze sul contratto collettivo della vendita che OCST è soddisfatta di avere firmato. Vale la pena di fare un po’ di chiarezza a beneficio delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. OCST ha avuto in questa faccenda un ruolo chiave fin dall’inizio. Erano quasi vent’anni che i sindacati cercavano un’intesa con la parte padronale per regolamentare un settore. Dei 9’000 lavoratori della vendita, 4’500 impiegate e impiegati erano privi di qualsiasi protezione contrattuale.
Il cantone Ticino da sempre conta la presenza di un buon numero di cittadini esteri, soprattutto italiani; questi ultimi per esempio nel 1910 rappresentavano già un quarto del totale di 156’000 abitanti. Terra tradizionale di emigrazione, già allora esisteva un piccolo flusso immigratorio a carattere stagionale, e anche una piccola mobilità nelle zone di frontiera. L’economia ticinese era povera, e risente della stagnazione degli anni Venti, della crisi degli anni Trenta e dei due conflitti mondiali.
 
 
Le votazioni del prossimo 19 maggio e i conti del 2018 sono stati i temi al centro dell’ultimo Comitato Direttivo Cantonale, che si è tenuto lo scorso 2 aprile.
Particolarmente apprezzata e chiara è stata la relazione del prof. Marco Bernasconi che ha spiegato la riforma fiscale e il finanziamento dell’AVS. 
Negli ultimi giorni, complice la votazione a Chiasso, si è riacceso il dibattito sugli interinali. Giorgio Fonio in collaborazione con i colleghi Canova, Musso e Tonini è stato promotore nel comune di confine della mozione per limitare l’uso di lavoratori interinali negli appalti pubblici.
La lunga storia di questo «nuovo» contratto collettivo di lavoro (CCL) per il settore della vendita ha inizio il 23 marzo del 2015 quando il Gran Consiglio approvò l’emendamento proposto da Lorenzo Jelmini e Gianni Guidicelli nel quale si vincolava la nuova legge di apertura dei negozi (LAN) alla presenza di un CCL nel settore. A partire da quel giorno tante parole sono scorse, tra prese di posizione, critiche e lodi, il CCL ha percorso una strada lunga e tortuosa che ha portato però lo scorso martedì 19 marzo al «sì» della Seco. Ne parliamo con Paolo Locatelli, vice segretario cantonale e responsabile del settore della vendita, che sin dagli inizi ha difeso a spada tratta la negoziazione di un nuovo CCL.