L’argomento è oggi più che mai sulla bocca di tutti. I Governi di Italia e Svizzera sembrano essere davvero molto vicini a sottoscrivere definitivamente il nuovo Accordo fiscale sulla tassazione dei lavoratori frontalieri. Questo Accordo – lo ricordiamo – fu negoziato inizialmente nel 2015 ma non venne mai ratificato per via della forte opposizione ricevuta da più parti. Cosa sta realmente accadendo? E quali prospettive si aprono per i frontalieri? Abbiamo posto queste e altre domande ad Andrea Puglia, coordinatore dell’Ufficio frontalieri OCST e responsabile per il nostro sindacato nelle trattative sull’Accordo fiscale.

I delegati OCST dell’Ente Ospedaliero Cantonale si sono riuniti negli scorsi giorni per affrontare il tema del rinnovo del contratto collettivo di lavoro che scade il prossimo anno. Il periodo di emergenza sanitaria dovuta al Covid ha fatto emergere con evidenza come il personale operante nelle strutture ospedaliere, a tutti i livelli, abbia svolto un ruolo determinante a salvaguardia della salute pubblica, con impegno e dedizione che sono state riconosciute da tutta la popolazione. 

Il ruolo del sindacato è di vigilare sul mercato del lavoro e di denunciare le distorsioni che subiscono i lavoratori. È in questo modo che fa politica. È ciò che ha fatto l’OCST in questi anni, cercando di evidenziare le difficoltà che il nostro mercato del lavoro vive quotidianamente. Difficoltà che troppo spesso la politica cerca di nascondere sotto un tappeto, esacerbando il sentimento di impotenza di molte lavoratrici e molti lavoratori.

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