In occasione della giornata internazionale dei diritti della donna dell'8 marzo, Travail.Suisse e OCST si impegnano per i diritti delle donne con tre importanti progetti: contribuire alla parità salariale, sostenere il congedo paternità e lottare contro la discriminazione dovuta alla maternità.

Dal 1. luglio di quest'anno più di 5400 imprese con più di 100 dipendenti, lo 0.9% di tutte le imprese, avranno l'obbligo di verificare se rispettano la parità salariale. La mini revisione della legge sulla parità entra in vigore quest'estate. La maggioranza del Parlamento si è rifiutata di prevedere un meccanismo di controllo o delle sanzioni per chi viola la norma. Ha inoltre limitato la portata della revisione riservando l'autocontrollo obbligatorio alle imprese con più di 100 dipendenti, anche se sarebbe stato possibile applicare la norma alle imprese con più di 50 dipendenti, che sono più di 12'000 in Svizzera.
Di fronte a questa mezza sconfitta, Travail.Suisse e OCST preparano un sito internet denominato www.respect8-3.ch. A partire dal 1. luglio, le imprese con più di 50 dipendenti avranno la possibilità di iscriversi se avranno effettuato l'autocontrollo, anche se non ne hanno nessun obbligo legale. Queste imprese dimostreranno il loro impegno concreto in favore della parità salariale. Tutte le iscrizioni saranno verificate da membri di Travail.Suisse attivi in questo ambito. In Ticino il riferimento sarà l'OCST.
In settembre, il popolo svizzero sarà chiamato alle urne sul contro progetto del Parlamento sul congedo paternità, cioè 10 giorni di congedo riservato ai papà. L'obiettivo è di mobilitare la popolazione, che, come segnalano numerosi sondaggi, in grande maggioranza sostiene il congedo paternità. Questa votazione è una tappa molto importante perché influenzerà il proseguimento della discussione in materia di politica familiare.
Tra le 3'330 e le 6600 donne subiscono ogni anno una discriminazione dovuta alla maternità. Licenziamenti, ma anche pressioni di vario genere e ostacoli impediscono il ritorno al lavoro, le donne che lavorano, quando diventano madri vengono ingiustamente discriminate. Travail.Suisse e OCST si impegnano per far conoscere l'ampiezza di questo fenomeno.