Frontalieri e salario in EuroL'OCST ha preso visione delle considerazioni formulate dal Consiglio di Stato sul tema del pagamento in euro dei salari ai frontalieri.

Nella sua risposta all'interrogazione di Gianni Guidicelli, il Governo conferma che il diritto svizzero non impedisce di stipulare contratti di lavoro nei quali il salario è fissato in una moneta straniera.

Dal profilo legale la barriera più esplicita contro il pagamento del salario in euro è costituita dall'accordo sulla Libera circolazione ed in particolare dal divieto di discriminazione.

Da profilo delle sue conseguenze, nell'attuale contesto valutario, la pratica del pagamento dei salari in euro può comportare una pressione sui salari e può costituire un fattore di svantaggio per l'impiego di lavoratori indigeni. Ad esserne interessati potrebbero essere soprattutto i settori privi di un contratto collettivo di lavoro ed in particolare il settore terziario verso il quale confluisce prioritariamente la manodopera locale.

Benché i casi finora segnalati siano ridotti, è indispensabile bloccare sul nascere una tendenza che potrebbe facilmente diffondersi.

Bisogna inoltre considerare che il numero di casi finora emersi non deve essere considerato un metro oggettivo di misura, perché è evidente che i lavoratori coinvolti, per mantenere il posto di lavoro, hanno interesse a non portare alla luce questa modalità di pagamento del salario.

L'OCST sollecita perciò il Consiglio di Stato non solo ad intensificare la vigilanza sul mercato del lavoro ed i relativi controlli, per il tramite della Commissione tripartita, ma pure ad intervenire con forza presso il Consiglio federale, chiedendo che adotti i provvedimenti legali necessari.

 

OCST

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