Noghera3L’OCST ha convocato una conferenza stampa per denunciare le irregolarità ed i problemi sempre più frequenti nel settore edile.

«Nel settore edile è in atto una diffusione capillare e imponente di forme organizzative improntate alla flessibilità che aprono il varco e rendono più occultabili abusi e distorsioni. Il pedaggio più pesante è evidentemente pagato dai lavoratori.  Questa la denuncia  pubblica dell’OCST per bocca del suo segretario cantonale Meinrado Robbiani.

Questa tendenza si colloca nell’alveo dell’evoluzione generale del mondo del lavoro. L’edilizia, più di altri, ha però anche tratto occasioni di flessibilità dal nuovo ordinamento sulla libera circolazione che consente di attingere a piene mani ad apporti esterni e adattabili alle sollecitazioni del mercato, sui quali scaricare parte dei rischi aziendali. È in particolare il caso del lavoro distaccato, del lavoro interinale e delle assunzioni di breve termine tramite notifica.

L’afflusso di imprese estere tramite il lavoro distaccato ha pure incrementato la pratica del subappalto, che si è trasformato in una fonte di deregolamentazione ulteriore del mercato. Questa prassi è rapidamente scaduta in vere e proprie catene di subappalti che snaturano il mercato e sono terreno fertile per pressioni ed abusi che ricadono soprattutto sulla manodopera distaccata, e per questo sono difficilmente identificabili e verificabili.

La libera circolazione, tuttavia, è solo lo strumento utilizzato male dalle imprese che sono le responsabili delle forme di degenerazione che sono andate emergendo nel mercato edile. Sono le imprese locali a scadere nella deriva del subappalto e a fare appello al lavoro distaccato o alle altre forme di impiego flessibile di manodopera. La responsabilità si estende ampiamente anche agli studi di architettura e di ingegneria, che sono parimenti coinvolti nell’attribuzione di mandati a ditte estere.

Un aspetto di particolare rilevanza rimane quello della verifica dell’autenticità della dichiarazione di indipendenza fornita dai lavoratori distaccati autonomi.Gli appalti ruotano oggi eccessivamente attorno al criterio del minor offerente. Occorre perciò conferire un peso maggiore ai criteri qualitativi, peraltro già previsti dalla legge.