Casinò LuganoUn rapporto di partenariato sociale ha ragion d'essere se le parti rispettano gli accordi sottoscritti in un'ottica di rispetto reciproco.

Venendo meno tali presupposti la parte lesa ha il dovere di adottare opportune contromisure, tanto più se i diritti negati toccano una categoria di lavoratori.

Da qualche tempo siamo confrontati con una serie di gravi manchevolezze, incongruenze e falsità, orchestrate dalla direzione del Casinò di Lugano, che hanno finito per minare i buoni rapporti di collaborazione esistenti.

Fin dall'inizio, con l'introduzione del Contratto collettivo del personale, si era istaurato con i vertici del casinò di Lugano diretti dall'avv. Rocco Olgiati, un autentico rapporto di partenariato, basato sul reciproco rispetto.

Fu completato così l'interessante progetto imprenditoriale controllato dalla Città, con finalità d'interesse pubblico, che riscontrò subito notevole successo sia dal profilo dei risultati, dell'occupazione e per i riverberi indotti che a quel momento registrava, grazie anche al buon clima aziendale e di partenariato contrattuale.

Nel 2007, col subentrare dell'azionista di minoranza (Casinò Austria) si sono posti subito problemi di carattere manageriale, culturale e contrattuale, poiché Huberthus Thonhauser, l'uomo di fiducia dello stesso azionista, si è fin da subito contrapposto con atteggiamenti antisociali distanti dalle regole del diritto del lavoro e di partenariato vigenti nel nostro Paese.

In tali circostanze le organizzazioni sindacali, l'OCST in particolare, avevano espresso non poche perplessità sui discutibili modi d'ingresso del nuovo azionista, che aveva acquisito un consistente pacchetto azionario a costi piuttosto elevati.

Le preoccupazioni sindacali derivavano dall'immediata nuova impostazione imprenditoriale distante dagli interessi del tessuto economico, sociale e lavorativo locale che l'azionista di minoranza è riuscito a imporre inserendo nei punti più operativi e nevralgici del Casinò personale di sua esclusiva fiducia.

Nonostante tutto, i partner sindacali si sono sempre adoperati per favorire una politica sindacale costruttiva e collaborativa, corrisposta, purtroppo, da un susseguirsi di comportamenti manifestamente antisindacali di una direzione che si dimostra sempre più impreparata ad assolvere i delicati compiti di una sana gestione aziendale.

Da ciò è nata la vertenza sindacale in corso che è stata trasformata in uno scontro dalla direzione, sospinta e agevolata da autorevoli membri del Cda, pur nell'evidenza delle ingiustizie e gravi manchevolezze nascoste dietro ad un muro d'incongruenze, falsità e inadempienze.

Temi aperti

• Licenziamenti abusivi e ingiustificati (133 partenze da giugno 2009 a dicembre 2010, tra collaboratori licenziati ed altri messi in condizioni di doversi licenziare) denunciati dai sindacati e sempre negati dalla direzione;
• elusione del Contratto collettivo e della legge sul lavoro, modifiche contrattuali unilaterali;
• esposizione del personale al fumo passivo, a causa di carenze impiantistiche e manageriali;
• nebulosità e discriminazioni sulle mance del personale;
• trattative sull'adeguamento dei salari sospese per indisponibilità della direzione da settembre 2010;
• abusi e mancanza di rispetto per il personale (da ultimo, nel mese di giugno, ingiustificati licenziamenti e riduzione delle ore lavorative nella misura del 40% al personale addetto alle pulizie);
• uso indiscriminato di telecamere per il controllo costante e a distanza del personale;
• atteggiamenti antisindacali e pressione (licenziamenti mirati) sui sindacalizzati col fine d'indebolire l'azione sindacale.

Oltre alle problematiche su evidenziate, ormai aperte da due anni senza che si sia arrivati ad una conclusione, alcune vicende recenti vengono a confermare l'intendimento d'indebolire il sindacato ricorrendo a ulteriori misure di pressione sui suoi iscritti attraverso licenziamenti subdoli e mirati.
Malgrado i ripetuti incontri nei quali sono state coinvolte le presidenze del Casinò e dell'OCST non è stato possibile avanzare su nessun fronte ed anche gli accordi concordati sono stati sempre disattesi dal Casinò.

Nel frattempo comunque, anche in spregio alla mediazione intervenuta dai vertici del Cda e del sindacato, la direzione ha perseguito nel suo piano di licenziamento ed avvicendamento del personale adottando politiche mirate.

Essendo caduti tutti i presupposti di fiducia nei confronti della direzione e dello stesso Cda, per qualsiasi richiesta o vertenza l'OCST seguirà in futuro la via contrattuale o legale, senza escludere l'impiego di severe misure.

OCST
Segretariato cantonale

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