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La decisione dell’Ufficio dell’ispettorato del lavoro di proteggere dal fumo passivo , in conformità alla legge federale, il personale finora impiegato al Casinò di Lugano nelle sale fumatori, denota un chiaro ritardo dei processi condizionali e riorganizzativi aziendali al Casinò di Lugano.

Che il problema del fumo passivo andasse affrontato già da anni ed in particolare all’inizio del 2010 con l’entrata in vigore della legge sul fumo passivo, era assodato e più volte rivendicato dai partner sindacali.

Destano dunque non poche perplessità le dichiarazioni del Presidente di direzione e del CdA, Erasmo Pelli, pubblicate in data odierna dal Corriere del Ticino, con le quali dà ad intendere che il problema si presenti come un fulmine a ciel sereno, prospettando imminenti licenziamenti. Si tratta di dichiarazioni che non possono lasciare indifferente l’OCST, poiché sarebbe assurdo che, ancora una volta, sia il personale a dover pagare le conseguenze dei grossolani errori manageriali.

Non va sottaciuto che, fino a qualche settimana fa, lo stesso presidente e tutta la direzione del Casinò di Lugano hanno sempre dichiarato che i problemi evidenziati dai partner sindacali erano inesistenti, sia per ciò che concerne il mancato rispetto della legge sulla tutela della salute del personale, sia sulla recrudescenza dei licenziamenti.

È dunque indubbio che ci si trova di fronte ad incomprensibili carenze ed inadempienze che dovrebbero preoccupare anche il Consiglio di amministrazione, soprattutto se si considera che oltre ai problemi del fumo passivo si inseriscono quelli conseguenti ai licenziamenti di collaboratori  qualificati, attraverso i quali il Casinò di Lugano aveva consolidato negli anni il suo know how e la qualità dei servizi verso i clienti.

Sarebbe poco avveduto tentare di far passare l’idea che i mali del Casinò di Lugano siano  esclusivamente imputabili alla Legge federale sul fumo passivo, al rapporto franco-euro, rispettivamente alle imposte federali, che per altro toccano tutti i casinò della Svizzera, senza mettere a fuoco i veri problemi che, una volta tanto, andrebbero affrontati e risolti nell’interesse della città e del tessuto lavorativo locale.

In conclusione va evidenziato che, malgrado l’andamento congiunturale non dei più favorevoli, tutti i casinò svizzeri, anche se hanno registrato un calo dei volumi d’affari, hanno comunque consolidato ottimi risultati economici, pur avendo volumi occupazionali, in rapporto fatturato/risorse umane, rapportabili al Casinò di Lugano.

L’OCST ha tenuto a fare queste precisazioni onde evitare maldestri tentativi tesi a scaricare conseguenze e responsabilità verso i collaboratori del Casinò di Lugano ed i partner sindacali che, da lungo tempo, sollecitano direzione e Consiglio di amministrazione ad una gestione più trasparente e oculata della casa da gioco luganese.