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La questione della gestione del denaro che si ha a disposizione è particolarmente rilevante da un punto di vista pratico: per la maggior parte delle persone, il denaro è una risorsa scarsa della quale è necessario fare buon uso, altrimenti non sarà in grado di far fronte ai propri impegni. Ma non si tratta solo di questo. Ciò che è ancora più rilevante è la visione della funzione che il denaro svolge per ciascuno. 
Senza questa visione ci si trova a camminare bendati in equilibrio su un crinale: da un lato il baratro dell’indebitamento, dall’altro quello degli avari. È quindi importante ragionare sul valore del denaro per usarlo in modo equilibrato.
È di questo che si è parlato durante l’incontro «Risparmiare è un progetto» organizzato da OCST Giovani nell’ambito della Settimana degli eventi sull’indebitamento eccessivo targati «Il franco in tasca».
Durante gli interventi e la discussione è emersa un’ipotesi: che il denaro, in fondo, è uno strumento che permette di far fronte ai bisogni essenziali e di togliersi qualche soddisfazione. È uno strumento che permette di realizzare i propri progetti, piccoli o grandi che siano. Questa visione ha molto a che fare con l’idea di consumo consapevole e responsabile. Nel corso della serata ci si è concentrati a capire come avere il controllo tra ciò che entra e ciò che esce, ormai soprattutto in forma virtuale, dal nostro portafoglio. 
Laura Regazzoni Meli, segretaria generale dell’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (Acsi) è andata subito al cuore del problema: l’indebitamento, che colpisce tutte le fasce di età e tutti i redditi, ha molto a che fare con la nostra idea di consumo. Ciò che definiamo consumismo, il consumo fine a sé stesso, è spinto all’eccesso dalle aziende che incitano all’indebitamento pur di vendere i propri prodotti. Le condizioni dei contratti di prestito sono sempre molto complicate e nascoste sotto messaggi fuorvianti che le fanno apparire convenienti o addirittura gratis.
Anche la tecnologia, che rende sempre più veloci, semplici e immediate le operazioni di acquisto e di pagamento, rende invece complesso il mestiere di consumatore. Non c’è tempo per riflettere. Ma il tempo per riflettere ce lo si può e ce lo si deve prendere. Valutare attentamente un acquisto e considerare accuratamente le condizioni è essenziale. 
Mettersi a fare i conti è un esercizio importante dal quale non si può esimersi, specialmente nei momenti di cambiamento: il primo lavoro, l’acquisto di una macchina, vivere da soli, il matrimonio, la nascita di un figlio, il pensionamento. Sono tutti momenti nei quali è importante fare i conti con le proprie entrate, con i propri progetti e con i loro costi, più o meno nascosti. In questi casi, o semplicemente nei casi di insicurezza, vale la pena fare un budget. 
In caso di insicurezza o difficoltà bisogna imparare a chiedere aiuto: non riuscire a tenere sotto controllo i documenti e le fatture, non riuscire a pagare ogni mese le fatture, fare nuovi debiti per pagare i vecchi, ricevere precetti esecutivi, sono tutti segnali che abbiamo bisogno di aiuto. Molte associazioni sono attrezzate per fornire l’aiuto necessario, ristabilire l’equilibrio finanziario e la tranquillità quotidiana.  
 Durante la discussione sono emerse due questioni in modo preponderante: come educare ed educarci al sacrificio, cioè alla consapevolezza del valore di ciò che abbiamo guadagnato e di ciò che acquisteremo, e come fare questo in una società tecnologica e consumista. 
Se il mestiere di consumatore responsabile è complesso, allora serve un apprendistato. Ed è questo che Laura Regazzoni Meli e Chiara Bramani, intervenuta a nome de «Il franco in tasca», hanno proposto ai presenti. Parlare di soldi con i propri figli, non deve essere un tabù: quanto guadagniamo, quanto costa il cibo, quanto i vestiti, i libri, lo sport e la formazione. Dare loro una paghetta che devono imparare a gestire. Discutere con loro degli acquisti che si fanno. Condividere anche le disavventure, le piccole o grandi truffe nelle quali si è incappati. Non è il caso di vergognarsi: la propria esperienza può essere trasmessa ai più giovani.
 
 
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