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Lo scorso 28 gennaio si è riunito a Lugano il Comitato direttivo dell’OCST. Nel suo intervento il Segretario cantonale Ricciardi ha parlato dello stato di salute del mercato del lavoro ticinese, analizzando i livelli salariali e di disoccupazione, tema che è stato approfondito anche nella conferenza stampa di inizio anno che si svolgerà giovedì 6 febbraio.
La legge sul salario minimo è stata approvata in via definitiva ed avrà il primo effetto nel 2021 quando il salario minimo orario sarà tra 19 franchi e 19 franchi e 50. «Si tratta di un salario minimo sociale, ha detto Ricciardi, che si prefigge di contenere le situazioni personali e familiari di povertà».
Ma il futuro dei salari nel nostro cantone si gioca attorno all’efficacia della contrattazione collettiva. Lo scorso anno l’impegno dei nostri sindacalisti è stato coronato da successo in vari ambiti:  il settore della vendita, le imprese di pulizia, la SUPSI, il Fox Town, gli autotrasporti, le case di spedizione, gli architetti e ingegneri, alcune professioni dell’artigianato e dell’edilizia, il settore sociosanitario, oltre che i numerosi contratti aziendali nei quali abbiamo introdotto numerosi principi e norme innovative.
 
I temi caldi nella politica federale
Ricciardi ha inoltre ricordato che anche sul piano politico federale molti sono gli argomenti rilevanti in discussione. Prima fra tutti la discussione sull’iniziativa Udc per l’abrogazione degli accordi sulla libera circolazione delle persone sulla quale nelle prossime settimane si entrerà nel vivo della discussione. 
Le camere stanno poi discutendo della proposta del Consiglio federale di istituire una rendita-ponte fino al pensionamento per i disoccupati con più di 60 anni che non hanno più diritto alle indennità. Il Consiglio degli Stati ha deciso delle limitazioni che rischiano di stravolgere il progetto originale del Governo. «Ora, ha detto Ricciardi, questo è un primo esempio in cui i partiti invece di valorizzare una proposta che va incontro alla parte più debole della società, la intralciano invocando costi eccessivi. Molto discutibile dopo l’annuncio che i conti della Confederazione del 2019 si chiuderanno con un’eccedenza di 2,4 miliardi di franchi con un miglioramento di 1,4 miliardi rispetto a quanto indicato a preventivo.
Nel corso dell’anno si voterà contro la decisione delle Camere di aumentare il tetto massimo di reddito per le detrazioni sull’imposta federale diretta delle spese per la cura dei figli complementare alla famiglia.
Ancora in forse, dato che la Cancelleria federale sta verificando il raggiungimento del numero di firme necessarie, l’anacronistico referendum contro il congedo paternità sul quale, finalmente e dopo lunghe discussioni, si era raggiunto un accordo.
Altro grande cantiere federale è quello della riforma del Secondo pilastro. A fronte della proposta di abbassare l’aliquota minima di conversione sono state concordate misure di compensazione in modo da non diminuire il livello delle rendite. La riforma riprende le proposte dei partner sociali incaricati dal Consiglio federale di elaborare proposte di soluzione in comune. Purtroppo non è detto che si riesca a portare in porto la riforma in Parlamento.
 
Nomina di due nuovi segretari regionali
Nell’ultima seduta del Comitato sono inoltre state proposte delle nomine alle quali ne seguiranno altre tra la fine dell’anno e l’inizio del prossimo. 
Il Comitato direttivo ha approvato all’unanimità la nomina a vice segretario regionale del Luganese per Lorenzo Jelmini. Laureato in scienze politiche presso l’Università di Pavia, ha ottenuto il master in gestione delle risorse umane alla SUPSI. È attivo nell’Organizzazione dal 1992. Ha iniziato l’attività con il compito di coordinare il settore dei dipendenti dello Stato e dei funzionari di Polizia, nonché dei dipendenti della Città di Lugano e dei trasporti pubblici. È deputato OCST al Gran Consiglio dal 2011.
Giorgio Fonio è stato nominato vice segretario regionale del Mendrisiotto. Ha ottenuto la maturità professionale commerciale e l’attestato cantonale di assistente del personale. Sta attualmente frequentando il corso di bachelor in economia aziendale presso il DEASS della SUPSI. Si è occupato del servizio esterno del proprio segretariato seguendo, tra l’altro, alcuni contratti collettivi di lavoro a livello cantonale. Dal 2015 è deputato nel Parlamento cantonale.
 
Renato Ricciardi