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Alla fine la sinistra è riuscita a raccogliere le firme contro i crediti votati da Gran consiglio e Consiglio comunale di Lugano. Saremo dunque chiamati a decidere se garantire a 73 dipendenti di LASA (Lugano Airport SA) di continuare a lavorare ma pure a permettere la continuazione delle attività collegate all’aeroporto e che oggi occupano più di 200 collaboratori.
Una situazione davvero paradossale: mentre la politica ha deciso di investire per salvare e rilanciare l’aeroporto e per garantire posti di lavoro, sinistra e verdi si sono alleati per chiudere lo scalo cittadino con pesanti conseguenze sull’occupazione. Decisione ideologica assolutamente incomprensibile.
Attenzione, nessuno nega che lo scalo cittadino sia in difficoltà ed è proprio per questo che è stato chiesto alla città di Lugano un contributo e al Cantone Ticino l’aumento della sua partecipazione.
Tuttavia i contributi votati dal Consiglio comunale di Lugano (3,6 milioni per la ricapitalizzazione della società e 1,38 milioni per la copertura delle perdite) e dal Gran Consiglio (2,4 milioni per la ricapitalizzazione e l’aumento della quota di partecipazione del Cantone dal 12,5 al 40%) sono certamente importanti ma sono da contestualizzare nelle spese complessive previste dal Cantone (3,9 miliardi per il 2020) e dalla Città di Lugano (450 milioni previsti nel 2020). A titolo di paragone, ricordiamo che a favore del rilancio delle officine e a sostegno di 250 impieghi sono stati concessi dalla politica ben 120 milioni lo scorso anni, investimenti sostenuti con convinzione dall’OCST!
Nella valutazione occorre inoltre considerare i benefici e le ricadute positive che la presenza dell’aeroporto sul nostro territorio genera a favore del turismo e dell’economia di tutto il Cantone. Basti pensare che, proprio per sopperire alla perdita di introiti dagli istituti bancari dovuta alla nota crisi del sistema finanziario, la Città di Lugano ha da tempo deciso di sviluppare maggiormente e con convinzione la vocazione turistica e congressuale e per raggiungere questo obiettivo il servizio aeroportuale è decisamente fondamentale.
Spiace che per questioni ideologiche, di chi vede l’aeroporto come fumo negli occhi e disturba che venga in parte utilizzato da benestanti, si è voluto mettere in discussione questi crediti che ribadiamo sono tra l’altro a favore di lavoratrici e lavoratori che oggi non sanno se potranno ancora contare sul loro lavoro.
Il nostro sindacato, che assieme ad Unia ha sostenuto sin dall’inizio e sostiene ancora oggi i dipendenti di LASA, s’impegnerà con determinazione per chiedere l’appoggio popolare affinché questo servizio pubblico possa essere mantenuto e sostenuto proprio per il valore aggiunto che è in grado di garantire al nostro Cantone e per i numerosi impieghi che vengono messi a disposizione in Ticino.
 
Lorenzo Jelmini