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Le lavoratrici e i lavoratori del nostro Cantone saranno confrontati, nei prossimi anni, con numerose sfide di grande importanza.
 
Il sindacato segue da vicino le difficoltà che incontrano nel nostro mercato del lavoro e cerca di individuare delle prospettive di sviluppo nella direzione di un’economia che sia veramente a servizio della persona, cioè dei lavoratori, e del bene comune.
 
 
Ticino e salari
 
Da anni denunciamo il ritardo salariale del nostro cantone, grave specialmente perché i ticinesi devono far fronte ad un costo della vita paragonabile alla media svizzera, e a costi della cassa malati e degli alloggi superiori a molte regioni del paese. Purtroppo la situazione non accenna a migliorare e anche le rilevazioni recenti segnalano per il Ticino salari inferiori del 14.1%.
 
Fanno eccezione i settori, come l’edilizia e la sanità, nei quali esistono contratti collettivi nazionali o che hanno come riferimento i contratti nazionali. Diversa è la situazione nell’ambito impiegatizio, privo di un Ccl di portata cantonale, che registra ritardi molto più importanti e difficilmente quantificabili, per la diffusione trasversale di questa professione in diversi settori.
 
La prova concreta della diffusione del dumping salariale nel settore impiegatizio è nel numero di contratti normali di lavoro, 7 su 18, proposti dalla Commissione tripartita in materia di libera circolazione in questo ambito. 
 
Lo abbiamo rilevato lo scorso anno in occasione della pubblicazione del quindicesimo Rapporto sulla libera circolazione da parte della Segreteria di Stato dell’economia (Seco).
 
In Ticino esiste un chiaro squilibrio nel mercato del lavoro, che la Seco fatica a riconoscere, che fa prevalere in molti settori, specialmente in modo sempre più diffuso nel terziario, l’offerta di lavoro proveniente da oltre confine.
 
Nello stesso rapporto per il nostro cantone emerge una discriminazione salariale non spiegata dei frontalieri nei confronti dei residenti dell’8%. I frontalieri occupano attualmente un quarto dei posti di lavoro e questa differenza salariale non può che trascinare verso il basso anche i salari dei residenti. 
 
Di Renato Ricciardi, leggi l'articolo completo