Docenti

In questi giorni si sono spese molte parole sul tema controverso della riapertura delle scuole il prossimo 11 maggio. Tutte opinioni legittime, interessanti e qualificate che però, a mio personale modo di vedere, meritano alcune riflessioni. In questa difficile fase pandemica, che è lungi dall’essere terminata, l’ultima cosa da fare è quella di mettere in bagarre una discussione difficile e delicata.

La settimana scorsa il DECS ha informato i sindacati di una sentenza del Tribunale amministrativo cantonale del novembre 2019 che rimette in discussione le modalità con cui è stata applicata la penalizzazione di due classi salariali per i docenti neoassunti tra il 1997 e il 2013, sempre criticata come iniqua ed osteggiata dal nostro sindacato. 

Scuole dell’infanzia
Nel settore della scuola dell’infanzia abbiamo chiesto nel 2018 la copertura dei costi del pasto, riuscendo ad ottenere l’assenso del DECS e, successivamente, dei municipi, i quali hanno adottato tale riconoscimento a decorrere dal settembre scorso. Inoltre abbiamo denunciato l’assenza di una pausa durante una giornata lavorativa di otto ore consecutive e abbiamo chiesto una soluzione al problema, cooperando alla ricerca della stessa.
Riprende la scuola, continua il lavoro del sindacato. La scuola riapre, ma il lavoro del sindacato docenti non si è mai fermato. Molti i temi sul tavolo per sostenere i nostri docenti nel delicato compito che svolgono, e un recente Messaggio del DECS da seguire con la lente d’ingrandimento.
Il 5 dicembre 2018 è arrivata la risposta del CdS all’interrogazione «Docenti delle scuole comunali, necessaria un po’ di chiarezza» (si veda www.ocst.ch/ oppure «il Lavoro» n. 17 dell’8 novembre 2018) presentata da Lorenzo Jelmini in collaborazione con OCST-Docenti.