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Stando allo studio «Lavorare a scuola» condotto dal CIRSE risulta che il burnout lavorativo è più frequente nella scuola dell’obbligo, dove il divario tra le aspettative espresse dalle autorità scolastiche e le condizioni di lavoro è maggiore: fra i docenti delle scuole dell’infanzia il 20,3% soffre di burnout, mentre alle elementari il 24,2%.
 
Una nuova rivendicazione da parte del Sindacato OCST-Docenti per l’anno 2018 prende forma. Ci troviamo nell’ambito della scuola dell’infanzia, dove i docenti si ritrovano sovente a lavorare 8 ore consecutive senza poter godere di una pausa. Infatti, quella che comunemente si pensa essere un momento di riposo come la pausa pranzo, nella SI è considerata come parte integrante del tempo di lavoro. Per le scuole dell’infanzia è dunque giunto il momento di porre fine ad una condizione contrattuale dove i professionisti lavorano ininterrottamente almeno dalle 08.30 fino alle 16.00. Questa situazione risulta ancor meno giustificata e sostenibile oggi, in regime di applicazione del concordato Harmos, quando ai docenti vengono richiesti sforzi e responsabilità maggiori rispetto al passato, in quanto devono accogliere bambini di età ancor più diverse (dai 3 ai 6 anni compresi), con inevitabili frequenti prolungamenti della giornata lavorativa ben oltre le canoniche 15.30/16. Non da ultimo in questi ultimi anni ai docenti vengono richiesti sempre più sforzi e responsabilità. Anche l’aumento della burocratizzazione come la compilazione della cartella dell’allievo che, unitamente ai colloqui sistematici con le famiglie, alla scrittura di protocolli e obiettivi di scolarizzazione, concorre ad aumentare il carico di lavoro degli insegnanti che sempre meno hanno il tempo per dedicarsi al loro lavoro: ossia all’insegnamento e alla cura dei bambini.
A supporto di ciò, abbiamo raccolto due testimonianze di docenti della scuola dell’infanzia (SI) che ci illustrano la loro giornata tipo. Questo non per screditare altre professioni, ma semplicemente per riconoscere il giusto merito alla propria professione.
 
Prima docente
Di norma arrivo a scuola verso le 08.00-08.15 e fino all’apertura e chiusura dei cancelli (verso le 08.45) mi occupo della preparazione dell’aula e di alcune attività. Dall’arrivo dei bambini e fino alle 09.20 circa essi si organizzano con un gioco libero a gruppi o individuale. Se necessario terminano invece i lavori del giorno precedente. In seguito c’è il momento di vita pratica e quotidiana: i bambini vanno al bagno, bevono, si occupano dell’igiene personale e preparano la tavola. Successivamente fino verso le 11 hanno luogo tre attività diversificate a dipendenza della tematica. Alcuni esempi possono essere: i laboratori a gruppi dove si sperimenta a livello creativo/espressivo/linguistico ecc. Una volta concluse le attività vi è nuovamente il momento di vita pratica comune seguita dalla pausa in giardino (meteo permettendo, altrimenti nel salone). Al rientro, verso le 11.40, ha luogo un ulteriore momento di vita pratica e preparazione al pranzo. Il ruolo di educatore non si ferma nemmeno durante la pausa pranzo, dove il docente approfitta di questo momento per un’ulteriore esperienza didattica.
Finita la pausa pranzo segue un altro momento di vita pratica e da momento educativo (racconto e/o giochi al tavolino). Intorno alle 13.30 si riordina e ci si prepara per il riposino che dura di solito fino le 14.45 circa. Mentre i bambini più piccoli dormono, i grandi dell’ultimo anno avranno due momenti educativi per prepararsi alle scuole elementari. Dopo il riposino un momento di vita pratica e la preparazione all’uscita in giardino che terminerà alle 15.35. Alle 15.45 ha fine la giornata e i bambini rientrano a casa. Alle 16 si conclude anche la nostra giornata, ma sempre più spesso, specialmente nei primi mesi e alla fine dell’anno scolastico, ci sono riunioni e colloqui con i genitori che durano anche fino alle 18.00. Nei mesi più tranquilli, da questo punto di vista, ne approfittiamo per svolgere i corsi di aggiornamento obbligatori.
 
Seconda docente
La giornata lavorativa rispecchia quella della collega. I tempi ovviamente sono indicativi e possono variare un po’ a seconda della giornata e in base alle esigenze dei bambini. Non da ultimo variazioni possono avvenire in considerazione della programmazione che segue la docente. La giornata è lunga, senza ombra di dubbio, e non da meno impegnativa. Non abbiamo neanche una piccola pausa per tirare il fiato.
 
Sarà nostra premura raccogliere ulteriori interviste fra i docenti della scuola elementare per rendere nota la condizione lavorativa del settore nel suo complesso.
 
Alessia Fornara
 
 
Rivendicazioni
 
Ecco il pacchetto di rivendicazioni per le scuole comunali che l’OCST-Docenti si impegna a portare avanti per permettere ai docenti di svolgere al meglio il loro compito educativo
 
- Garantire almeno mezz’ora di pausa nell’arco della giornata lavorativa.
 
- Subordinare la cartella dell’allievo unicamente a scopi formativi.
 
- Garantire un docente di appoggio quando ci sono le premesse legali e richieste fondate.
 
- Sostenere e tutelare i docenti durante le gite con pernottamento.
 
Prossimamente verrà recapitata nelle sedi scolastiche una petizione a sostegno di queste rivendicazioni. Maggiori informazioni nei prossimi numeri e sul nostro sito.