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Riprende la scuola, continua il lavoro del sindacato. La scuola riapre, ma il lavoro del sindacato docenti non si è mai fermato. Molti i temi sul tavolo per sostenere i nostri docenti nel delicato compito che svolgono, e un recente Messaggio del DECS da seguire con la lente d’ingrandimento.
Scuola dell’Infanzia: dal riconoscimento della copertura del vitto alla richiesta di una giusta pausa
C’è da rallegrarsi della giusta copertura dei costi del vitto per la Scuola dell’Infanzia in vigore a decorrere da questo settembre, ottenuta grazie al deciso intervento del nostro sindacato. Resta tuttavia ancora da ottenere la garanzia del godimento di una giusta pausa nell’arco della giornata lavorativa, tutt’ora contrassegnata da un’attività continuativa di circa otto ore per quattro giorni su cinque. Questo tema, sollevato dall’OCST Docenti negli scorsi tavoli tecnici, si è trasformato in uno dei tre pilastri del messaggio del DECS al Consiglio di Stato.
La proposta di inserire un docente di appoggio a tempo parziale per supportare la docente titolare, sembra, in principio, buona, e creerebbe a partire dal 2021/2022 80 posti di lavoro trai docenti della scuola dell’infanzia. Resta da capire come le percentuali d’impiego proposte (per ora un generico 25%, pari a 8 unità didattiche ogni 30 allievi) riusciranno realmente a essere di supporto all’attività dei docenti, e rispondere al bisogno dei bambini in classe.
 
Scuola Media: meno titoli = stessa qualità? Graduatorie, qualifiche e laboratori.
L’OCST-Docenti chiede di riconoscere sia in sede di assunzione, che in termine di ulteriori scatti salariali, eventuali titoli accademici nella materia di insegnamento che dovessero eccedere il minimo legale. In particolare, si vuole evitare che a concorrere per l’insegnamento nelle scuole medie siano soltanto candidati con il titolo accademico minimo richiesto (ovvero il bachelor nella materia di insegnamento, oltre al titolo abilitante). Il rischio è quello di perdere negli anni profili accademici più qualificati in fuga verso ordini superiori o altri impieghi.
Condividiamo in principio la proposta del DECS di incrementare lo strumento del laboratorio a favore di una maggiore prossimità tra allievo e docente; tuttavia la qualità dell’insegnamento non può essere in nessun modo slegata dalla qualità del corpo docente. 
 
Scuola Media Superiore e Professionale: se la gestione degli esami di maturità non è riconosciuta ai docenti
Per il riconoscimento dell’onere di lavoro connesso alla preparazione degli esami di maturità, alla loro conduzione e alle relative correzioni e valutazioni, il nostro sindacato sta cercando di affinare, sempre attraverso lo strumento delle sedute dei tavoli sindacali, il sistema  in uso nelle scuole professionali, dove l’indennità oraria spazia dagli inaccettabili fr. 13.50 ad una quota discutibile di 27 fr. L’ulteriore richiesta è introdurre misure paragonabili anche presso i nostri licei, dove tuttora non viene riconosciuta alcuna indennità ai docenti per una mole di lavoro di grande responsabilità e che grava sulle spalle solo di alcuni docenti.
 
Profilo professionale del docente e Carta dell’insegnante: quale futuro?
Desta un certo stupore il silenzio con cui è stata accolta in gennaio dai vertici dipartimentali la “Carta dell’insegnante” recante i principi per la definizione di un “Profilo professionale del docente”, come da mandato ricevuto nell’ottobre 2017 dal Consiglio di Stato. La trentina di membri che costituisce il gruppo di lavoro attende ancora un riscontro in merito. dopo l’inoltro del lavoro conclusivo nel gennaio scorso. Anche il corpo docenti vorrebbe conoscere i prossimi passi relativi all’uso del documento, che verosimilmente verrà utilizzato per la valutazione dei docenti anche in chiave salariale.
 
Oneri nascosti nel mansionario docenti?
Il Comitato ha deciso di individuare un percorso e di dotarsi degli strumenti per studiare da vicino e nel dettaglio la quantità e la qualità dell’onere di lavoro sostenuto dai docenti, tema già affrontato in Svizzera interna, e di distinguerne le varie tipologie (preparazione delle lezioni, correzione, colloqui, incombenze di tipo burocratico-amministrativo,…). Lo scopo principale è rilevare eventuali oneri nascosti e ufficiosi, magari informali, che progressivamente si sono aggiunti all’attività, senza che vi fosse la necessaria consapevolezza organizzativa e che incidono sul tempo a disposizione per compiere l’attività principale del docente: insegnare la propria disciplina.
 
Non da ultimo: la previdenza professionale
In collaborazione con il Sindacato dei Dipendenti dello stato, stiamo seguendo con crescente interesse il dibattito intorno al risanamento dell’Istituto di Previdenza del Canton Ticino, una delle priorità per la salvaguarda del futuro assicurativo della categoria professionale.
 
 
Gianluca D'Ettorre