Docenti

La lettura, che consigliamo caldamente a tutti gli interessati, del documento «La scuola che verrà» presentato dal Dipartimento dell’educazione venerdì scorso genera alcune perplessità a chiunque abbia a che fare con l’educazione da professionista, da fruitore, ma anche da profano, come talvolta oggi vengono considerati anche i genitori che non hanno alle spalle studi di pedagogia. Il titolo del documento, che parafrasa la famosa canzone di Lucio Dalla «L’anno che verrà», è abbastanza sintomatico di un progetto denso di prese di posizione ideali, non sempre condivisibili, ma poco, o per nulla, concreto.
Abbiamo sottoposto queste nostre perplessità a Gianluca D’Ettorre, docente e presidente del Sindacato OCST-Docenti.

Durante l’anno scolastico 2014-2015 vedremo progredire sia l’implementazione di Harmos in Ticino, sia l’analisi parlamentare sulla Legge concernente l’aggiornamento dei docenti, mentre a breve le urne si pronunceranno sull’iniziativa «Aiutiamo le scuole comunali per il futuro dei nostri ragazzi»: tre appuntamenti che non mancheranno di incidere sull’identità della scuola.

Prevedendo classi di scuola dell’infanzia e di scuola elementare con al massimo 20 allievi, l’aumento degli ispettorati scolastici, il ricorso a docenti di appoggio e di integrazione linguistica e altre misure analoghe, si favorisce concretamente lo sviluppo delle potenzialità degli allievi, migliorando al contempo anche le condizioni di lavoro dei docenti e l’efficacia del loro insegnamento.

Dopo l’articolo apparso sul CdT di martedì 4 febbraio, che trattava delle proposte che la Commissione scolastica vuole inoltrare al Governo, tra cui il blocco delle nomine di docenti stranieri e l’attribuzione di incarichi a tempo parziale ai candidati ticinesi, abbiamo intervistato il presidente OCST Docenti, Gianluca D’Ettorre.

Il problema del finanziamento dei nidi d’infanzia  si protrae da alcuni anni. L’entrata in vigore della Legge sul sostegno alle attività delle famiglie nel 2003 ha introdotto molti aspetti interessanti soprattutto riguardo alla certificazione della qualità dei servizi offerti; sarebbe tuttavia da rivedere rispetto alla questione del finanziamento delle strutture.