Docenti

Il 4 febbraio scorso si è tenuta l’Assemblea annuale del Sindacato OCST-Docenti nel corso della quale Gianluca D’Ettorre è stato riconfermato presidente.
Nella sua relazione ha tratteggiato l’attività sindacale dello scorso anno e ha proposto alcune importanti riflessioni sulle riforme, a dir poco rivoluzionarie, proposte dal Decs negli ultimi mesi del 2014 e sulle quali il nostro sindacato è chiamato a pronunciarsi nel corso del 2015. Riportiamo alcuni passaggi dell’intervento di D’Ettorre relativi proprio a queste due riforme.

Per il prossimo anno scolastico (2015/2016), il Dipartimento formazione e apprendimento della Supsi ha previsto varie e interessanti novità nell’ambito della formazione dei docenti. Già da alcuni anni sono state approntate delle modifiche nei vari curricula formativi, in particolar modo ricordiamo: nel 2011 è stata riaperta la formazione per la Scuola media superiore in modalità parallela alla professione; dal 2013 la formazione per la Scuola media è anch’essa diventata parallela alla professione, con la possibilità di avere ore di insegnamento già durante la formazione.

La lettura, che consigliamo caldamente a tutti gli interessati, del documento «La scuola che verrà» presentato dal Dipartimento dell’educazione venerdì scorso genera alcune perplessità a chiunque abbia a che fare con l’educazione da professionista, da fruitore, ma anche da profano, come talvolta oggi vengono considerati anche i genitori che non hanno alle spalle studi di pedagogia. Il titolo del documento, che parafrasa la famosa canzone di Lucio Dalla «L’anno che verrà», è abbastanza sintomatico di un progetto denso di prese di posizione ideali, non sempre condivisibili, ma poco, o per nulla, concreto.
Abbiamo sottoposto queste nostre perplessità a Gianluca D’Ettorre, docente e presidente del Sindacato OCST-Docenti.

Durante l’anno scolastico 2014-2015 vedremo progredire sia l’implementazione di Harmos in Ticino, sia l’analisi parlamentare sulla Legge concernente l’aggiornamento dei docenti, mentre a breve le urne si pronunceranno sull’iniziativa «Aiutiamo le scuole comunali per il futuro dei nostri ragazzi»: tre appuntamenti che non mancheranno di incidere sull’identità della scuola.

Prevedendo classi di scuola dell’infanzia e di scuola elementare con al massimo 20 allievi, l’aumento degli ispettorati scolastici, il ricorso a docenti di appoggio e di integrazione linguistica e altre misure analoghe, si favorisce concretamente lo sviluppo delle potenzialità degli allievi, migliorando al contempo anche le condizioni di lavoro dei docenti e l’efficacia del loro insegnamento.