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La riunione di comitato cantonale gessatori OCST di mercoledì scorso 11 settembre, in vista della scadenza del CCL con la fine del mese di dicembre 2019, ha dato un chiaro mandato al sindacato: chiamare subito l’associazione padronale dei gessatori al tavolo della trattativa per negoziare un CCL migliore a partire dal 1. gennaio 2020. Erano presenti una 50ina di delegati e la discussione, molto vivace, si è sviluppata su diversi temi.
Li riassumiamo in questo modo:
- Aumento salariale: da troppi anni i salari sono fermi al palo, i costi della vita aumentano, la produttività è aumentata in modo smisurato (meno lavoratori sul cantiere producono di più rispetto al recente passato). Un aumento importante dei salari deve essere riconosciuto.
- Trasferta: con l’ultimo rinnovo del CCL (1.1.2017) si era passati ad un sistema di remunerazione delle trasferte forfettaria sulla base dei chilometri magazzino/cantiere e si era introdotto il principio che le ore di calendario dovessero corrispondere alle ore produttive sul cantiere. Questa soluzione ha generato in questi anni una distorsione sulle condizioni di lavoro dei lavoratori: siccome le aziende del settore si muovono su tutto il territorio cantonale, è diventata una costante che i lavoratori – pagate 8 ore di lavoro delle ore di cantiere – stiano in ballo 11/12 ore ricevendo in compenso un’indennità giornaliera di, al massimo, fr. 30.-. Troppo poco per lavoratori che partono da casa alle prime ore del mattino per farvi ritorno in tarda serata. Una soluzione da rinegoziare.
- Lavoratori interinali: la presenza di lavoratori delle agenzie di collocamento è eccessiva e, spesso, portatrice di situazioni di precariato. I gessatori chiedono di limitare questa presenza in modo più incisivo.
- Classificazioni salariali: il settore, statistica annuale alla mano, registra una eccessiva presenza di lavoratori collocati nelle classi salariali più basse. «Non lavoriamo per ditte di soli manovali», questo il chiaro messaggio lanciato dai membri di comitato.
- Licenziamenti dei lavoratori over 50: troppo spesso i lavoratori con più di 50 anni vengono facilmente lasciati a casa con termini di disdetta troppo brevi e faticano poi a ritrovare un’occupazione. Si chiede di introdurre nel CCL una norma che prevede, per i lavoratori con più di 50 anni, il raddoppio dei termini di disdetta.
La lettera di apertura delle trattive è già stata recapitata all’associazione padronale. Da queste colonne vi aggiorneremo sugli sviluppi.
 
Paolo Locatelli