Edilizia

Venerdì 24 giugno si è svolta una conferenza stampa congiunta OCST-Unia in cui sono state illustrate svariate problematiche del settore facendo pure il punto della situazione per quanto concerne le trattative per il rinnovo del CCL. Nel settore sono attualmente impiegati circa 1’500 lavoratori (1’200 circa se calcoliamo esclusivamente gli impieghi fissi).

Dopo anni di impegno e trattative, i sindacati assaporano finalmente il successo.
Dopo i sindacati, il 3 maggio anche i datori di lavoro hanno accolto il nuovo CCL per il ramo pittura e gessatura. L’Assemblea generale del ASIPG, che rappresenta i datori di lavoro del settore nella Svizzera tedesca, nel Giura e in Ticino, ha approvato il nuovo CCL, che apre la porta al prepensionamento nonché alla possibilità di ridurre gradualmente le ore di lavoro fino al pensionamento ordinario.

La scorsa settimana l’OCST ha portato alla luce un nuovo sconcertante caso di abusi nel settore edile.
Giovanni, un cinquantaquattrenne di Novara, viene assunto come distaccato da un’azienda edile del Mendrisiotto.

La Società Svizzera degli Impresari Costruttori e i sindacati Unia e OCST/Syna hanno raggiunto un’intesa su un nuovo Contratto nazionale mantello (CNM) per il settore dell’edilizia principale, valido dall’inizio del 2016 fino alla fine del 2018. Il nuovo contratto recepisce poche modifiche. Garantisce inoltre il pensionamento a 60 anni senza riduzioni delle prestazioni. Gli organi decisionali competenti devono pronunciarsi sul risultato negoziale.

Un successo. Così si può riassumere la mobilitazione del 9 novembre a Bellinzona. Quasi 3’000 lavoratori hanno raccolto l’invito dei sindacati a protestare contro il comportamento della SSIC.