Edilizia

Gli imprenditori ticinesi attivi nel settore del granito e delle pietre naturali, con l’ostinazione di chi non ha argomenti a proprio favore da spendere, prolunga l’insensato braccio di ferro contrattuale senza prendere una, che sia una, decisione seria e chiara. La situazione contrattuale è riassumibile citando alcuni avvenimenti e diversi dati di fatto.

Il settore dell’edilizia principale e dell’artigianato edile, secondo i rilevamenti congiunturali, continua a godere di buona salute anche nel cantone Ticino. Gli indicatori economici non sempre trovano aderenza con la realtà di cantiere. Le distorsioni del mercato, in un modello di «fare impresa» che non ci apparteneva solo fino a pochi anni fa, esaltano una percezione collettiva degli addetti ai lavori completamente diversa.

Continua senza apparenti cedimenti la crociata della Associazione industrie graniti ticinesi (AIGT) che non vuole più saperne di un contratto collettivo cantonale settoriale (con tanto di pensionamento anticipato a 60 anni di età) e nemmeno di piegarsi di fronte ad un decreto di obbligatorietà generale conferito dal lodevole Consiglio federale che assoggetta il settore stesso al contratto nazionale mantello nel settore dell’edilizia principale.

L’edilizia a Lugano sembra non dover rallentare mai… meglio così per tutti… lavoratori, impresari, committenti, studi fiduciari, l’indotto, ma soprattutto dà spazio a diversi nuovi imprenditori che si affacciano nel settore come «pulcini» che sgusciano in un mondo nuovo e iniziano a fare i primi passi qua e là come capita, pur d’iniziare a lavorare.

  • In attività dove lo sforzo fisico e l’esposizione alla calura sono molto elevati (pavimentazioni stradali, edilizia, segnaletica stradale), si è deciso di dotarsi uno strumento contrattuale efficace a tutela della salute dei lavoratori.