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Lo scorso 23 febbraio i due Governi di Italia e Svizzera hanno sottoscritto un Accordo bilaterale storico. Tra i temi regolati da questa intesa, oltre a quello delicato dell’imposizione fiscale dei frontalieri, vi è la regolarizzazione dei capitali detenuti illegalmente in Svizzera da parte di soggetti residenti in Italia (non importa se frontalieri o non).

L’Accordo porrà fine al segreto bancario: dal 2018 la Svizzera trasmetterà all’Italia tutte le informazioni relative ai depositi e agli investimenti effettuati. L’Italia potrà dunque conoscere tutte le attività finanziarie non dichiarate detenute dai propri cittadini in Svizzera e potrà punire le posizioni irregolari richiedendo il pagamento delle imposte evase oltre che di sanzioni severe.
L’Accordo prevede poi che tutti gli intermediari finanziari (in primis le banche) collaborino in modo trasparente con le Autorità sovrane invitando i clienti a regolarizzare le proprie posizioni; al contrario, gli enti che non favoriranno questa collaborazione verranno sanzionati. Soprattutto verranno puniti gli intermediari finanziari che favoriranno i propri clienti nel reato di auto-riciclaggio (ovvero lo spostamento e il reinvestimento dei soldi non dichiarati).
Per questa ragione ora le banche svizzere hanno inviato una lettera ai propri clienti residenti in Italia. Tramite questa informativa la banca invita il cliente a firmare una dichiarazione di «conformità fiscale». Firmando questa carta, il cliente assicura che il proprio conto svizzero e le eventuali altre attività finanziarie sono regolari ai fini del diritto tributario italiano. Senza questa firma la banca bloccherà il conto del cliente per poi chiuderlo. Al contrario la firma permetterà il regolare ripristino del conto poiché scaricherà sul cliente ogni eventuale ripercussione legale in caso di dichiarazione infedele.
Un «nota bene» importante: ricevere la lettera non significa in automatico che si è irregolari. La banca svizzera non può sapere a priori se il conto ivi detenuto dal cliente è regolare o meno; pertanto molti gruppi bancari hanno deciso di inviare la lettera a tutti i clienti, indipendentemente dalla cifra d’affari. Altre banche si sono invece limitate a contattare i proprietari dei conti più cospicui.

Voluntary disclosure per gli irregolari
Coloro che non fossero regolari potranno aderire alla voluntary disclosure (ovvero la pratica di autodenuncia volontaria). Si tratta di una nuova legge promossa dal Governo italiano (L. 186/14) che dà la possibilità ai soggetti non in regola di denunciare al Fisco i capitali non dichiarati detenuti all’estero negli ultimi cinque periodi d’imposta (ovvero dal 2009 al 2014).
Il vantaggio sostanziale risiede nell’alleggerimento delle sanzioni che saranno ridotte alla metà o ad un terzo delle sanzioni minime previste dal diritto tributario italiano. Il termine per la presentazione dell’autodenuncia volontaria è il 30 settembre del 2015. Oltre quella data le sanzioni torneranno a pieno regime.
La pratica è molto complessa e richiede necessariamente l’affiliazione ad un fiscalista esperto. Non sarà possibile in alcun modo effettuare la pratica presso i CAF CISL e OCST che dal canto loro possono vantarsi di aver sempre informato negli anni i propri iscritti su come regolarizzare i propri averi.
L’Ufficio Frontalieri OCST e il sindacato CISL hanno comunque preso contatto con alcuni fiscalisti che si metteranno a disposizione degli iscritti a costi convenzionati. Verso la metà di aprile saranno resi noti i contatti; CISL e OCST pubblicheranno anche un agile volantino che riassume i contenuti della voluntary disclosure oltreché gli adempimenti fiscali a cui sono stati soggetti negli ultimi anni i frontalieri o gli ex frontalieri ora in pensione.

Andrea Puglia, Responsabile Ufficio frontalieri OCST