La notizia è apparsa su ogni giornale «di frontiera» e non ha mancato di creare dissapori anche ad un livello più ampio, arrivando persino a Roma e all’ambasciata italiana a Berna.
Su decisione del Consiglio di Stato, dall’aprile di quest’anno tutti i lavoratori che faranno una richiesta per il rilascio o il rinnovo del permesso G o B dovranno presentare all’Ufficio stranieri due nuovi documenti ovvero «l’estratto del casellario giudiziale» e «il certificato dei carichi pendenti».

La motivazione di un simile provvedimento è dovuta – perlomeno stando alle voci ufficiali del Governo ticinese – a gravi accadimenti avvenuti di recente che hanno avuto per protagonisti cittadini comunitari. I soggetti coinvolti erano infatti riusciti ad ottenere il permesso di lavoro pur avendo avuto dei precedenti penali.

Le basi giuridiche e le richieste dell’OCST
L’Accordo sulla Libera Circolazione delle Persone (ALCP) concede infatti ai singoli Stati la possibilità di verificare lo statuto penale di un cittadino e di vincolare il rilascio del permesso di lavoro alla presentazione dei documenti giuridici ufficiali per il relativo Stato di appartenenza del soggetto. Ecco dunque che di per sé la decisione del Consiglio di Stato ticinese apparirebbe legittima (lo stesso governo italiano si è detto in sintonia con una simile richiesta).
Tuttavia non può non insospettire il fatto che al momento questa documentazione venga richiesta unicamente ai cittadini comunitari residenti in Italia! L’ALCP non permette infatti che vi siano discriminazioni o disparità di trattamento tra i lavoratori di nazionalità europea. L’OCST ha quindi richiesto chiarimenti prendendo contatto direttamente con l’Ufficio della Migrazione. Dal canto suo l’Ufficio ha assicurato che presto il provvedimento verrà applicato a tutti, giusto il tempo di verificare quali siano i documenti producibili dalla legislazione locale di ogni singolo Stato. Noi veglieremo perché la promessa possa essere mantenuta e la disparità risolta nel minor tempo possibile.
Abbiamo inoltre richiesto che l’Ufficio stranieri possa raccogliere comunque la domanda di rilascio del permesso anche a coloro che non presenteranno da subito l’estratto del casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti. È infatti capitato che i lavoratori privi dei citati documenti fossero respinti agli sportelli con il risultato di aver sprecato tempo e denaro. L’Ufficio ha dato risposta positiva: pertanto coloro che non avranno da subito a disposizione i due documenti potranno comunque avviare la richiesta del permesso e consegnarli in un secondo momento (è chiaro però che la richiesta resterà in sospeso fino a quando la documentazione non sarà completa). In questo modo si eviterà di incappare nelle sanzioni normalmente previste per gli eventuali ritardi.

Info utili per la richiesta dei documenti
- L’estratto del casellario giudiziale e il certificato dei carichi pendenti devono essere richiesti al tribunale di appartenenza.
- Per effettuare la richiesta è necessario compilare una copia del modulo C1 (estratto del casellario giudiziale) e una copia del modulo C2 (certificato dei carichi pendenti). I due moduli sono ritirabili e compilabili senza difficoltà direttamente presso gli sportelli del Tribunale.
- Bisognerà inoltre presentare:
1. Due marche da bollo di € 16.00.
2. Due marche da bollo di € 3.68.
3. Fotocopia fronte/retro non autenticata di un documento di riconoscimento (carta d’identità, passaporto, ecc.).
- Consegnare il tutto al Tribunale (sportello del casellario giudiziale).
I documenti saranno dunque ritirabili presso il tribunale una volta trascorsi tre giorni lavorativi. Si consiglia pertanto ai lavoratori di muoversi con largo anticipo.
NOTA BENE: Alcuni tribunali permettono di effettuare la prenotazione online dei due documenti. Invitiamo i lavoratori a verificare questa eventuale possibilità presso il sito internet del proprio tribunale di appartenenza.
L’Ufficio Frontalieri OCST resta a disposizione dei gentili associati per eventuali chiarimenti.

Andrea Puglia