Con la Circolare 30/E pubblicata lo scorso undici agosto, l’Agenzia delle Entrate ha fornito un chiarimento importante che riguarda le rendite previdenziali erogate dall’AVS e percepite da soggetti residenti in Italia; in particolare l’Agenzia ha precisato che le rendite AVS accreditate su conti elvetici restano tassabili tramite un’imposizione sostitutiva del 5%.

Capiamo meglio di cosa si tratta. I cittadini residenti in Italia che beneficiano di una rendita AVS (o AI), possono scegliere se farsela erogare direttamente sul conto italiano oppure se depositarla su un conto svizzero. Nel primo caso, in base ad una legge italiana (L. 413/1991), la rendita viene tassata direttamente alla fonte dall’Italia tramite un’imposta del 5%.
Al contrario, se il cittadino sceglie di farsi erogare la rendita AVS sul conto estero, questa viene versata dall’Istituto di previdenza senza l’applicazione di nessun tipo di imposta. In tal caso è poi compito del cittadino dichiarare la rendita AVS al Fisco italiano. La Circolare dell’Agenzia delle Entrate si inserisce a questa altezza, specificando per la prima volta che anche la rendita AVS depositata sul conto svizzero verrà tassata al 5% in sede di dichiarazione dei redditi.
Ne consegue inoltre che coloro che in passato non avessero dichiarato la rendita AVS depositata in Svizzera, potranno ora regolarizzare il tutto tramite l’autodenuncia volontaria (voluntary disclosure) pagando retroattivamente un’imposta del 5% (oltre alle penali).
Si tratta di un passaggio storico importante. Fino ad oggi si tendeva infatti a tassare le rendite AVS depositate in Svizzera tramite le aliquote ordinarie IRPEF, assai più gravose del 5% normalmente applicato alle rendite AVS versate direttamente in Italia.
Nessuna novità per gli altri temi tuttora irrisolti riguardanti i frontalieri e il Fisco italiano. La Circolare 30/E ancora una volta non ha dato risposta ai quesiti più volte posti da professionisti, sindacati e parlamentari riguardanti il trattamento fiscale del capitale da 2° pilastro e molto altro. E se da una parte l’Agenzia ha già promesso una nuova Circolare prima del 30 settembre, dall’altra i continui rimandi mettono a dura prova la pazienza di chi spera e si attende risposte chiare e approfondite.

Andrea Puglia