I mesi che hanno preceduto le ferie estive sono stati animati da numerose novità. Fisco, sanità, nuovi accordi bilaterali, estratto del casellario giudiziale, e chi più ne ha più ne metta. Il dibattito si è così infervorato per il sovrapporsi di diverse voci, alcune ufficiali, altre solamente ufficiose, generando non poca confusione tra i nostri lettori. È quindi giunto il momento di ripercorrere ciascun tema, cercando di riordinare i fatti in un quadro chiaro. Vista la lunghezza del dettato, dividiamo il discorso in due parti.

- I nuovi accordi bilaterali – Fine del segreto bancario. In data 23 febbraio 2015 i Governi di Italia e Svizzera hanno sottoscritto un Accordo storico che di fatto ha posto fine al segreto bancario. Semplificando il discorso si può dire che i due Stati si sono accordati per uno scambio di informazioni in materia fiscale che diverrà automatico dal 2018; già da ora tuttavia l’Italia potrà ottenere su richiesta dalla Svizzera le informazioni circa le attività finanziarie detenute dai propri residenti. Ne consegue che tutti coloro che hanno commesso degli illeciti fiscali rischiano ora di venire pescati dalle ampie reti del Fisco italiano.
- Lettera dalla banca. Come prima conseguenza del nuovo Accordo, le banche svizzere si sono affrettate a contattare i propri clienti domiciliati in Italia (tra i quali i frontalieri) chiedendo loro di sottoscrivere una dichiarazione di conformità fiscale, pena la chiusura del conto. La dichiarazione di fatto libera la banca da ogni ripercussione giuridica in caso di conti non dichiarati in Italia.
- La «voluntary disclosure». Parallelamente al nuovo Accordo (ed altri simili sottoscritti con diversi Stati), il Governo italiano ha creato una legge (L. 186/2014) che nel gergo comune è stata denominata come «voluntary disclosure» (o autodenuncia volontaria). Grazie alla voluntary tutti coloro che nel tempo hanno compiuto degli illeciti fiscali (sia in Italia che all’estero) possono ora regolarizzare il passato denunciando le attività finanziarie mai dichiarate prima dietro il pagamento di sanzioni fortemente ridotte rispetto a quelle normalmente previste.
Il tema interessa soprattutto i pensionati (o più in generale gli ex-frontalieri) i quali hanno tenuto aperto il conto in Svizzera senza tuttavia dichiararlo al Fisco. Rientrano nel campo della voluntary disclosure anche tutti coloro che non hanno dichiarato gli investimenti effettuati, gli immobili esteri, i redditi esteri tassabili in Italia (rendita pensionistica del 2. pilastro, prepensionamenti, redditi da lavoro dei frontalieri fuori fascia).
I frontalieri in attività che dal 2009 ad oggi hanno detenuto un conto corrente a proprio nome per il solo accredito del salario (senza altri guadagni né investimenti) non sono interessati alla voluntary disclosure.
Il temine per l’avvio dell’istanza di collaborazione è fissata al 30 settembre (con ogni probabilità la scadenza verrà posticipata a fine novembre: la proroga verrà votata il giorno 29 settembre nella seduta del Consiglio dei Ministri).
• Il modello UNICO. Il 30 di settembre scade anche la finestra utile per presentare il modello UNICO del 2015. In particolare il frontaliere è tenuto a pagare un’imposta di bollo di 34,20 € sul conto estero se questo ha fatto registrare nel 2014 una giacenza media di almeno 5’000 €. Dopo il 30 settembre sarà comunque possibile presentare il modello UNICO pagando una mora di 25 € (la scadenza ultima è per fine dicembre).
Restano poi in vigore gli adempimenti fiscali soliti (monitoraggio fiscale per i pensionati e gli ex-frontalieri, dichiarazione degli investimenti e delle altre attività finanziarie, dichiarazione dei redditi dei frontalieri fuori fascia e delle rendite da 2. pilastro, ecc.).
La panoramica proseguirà sul prossimo numero del Lavoro (aggiornamenti su Sanità, trattative bilaterali per il nuovo sistema di imposizione fiscale dei frontalieri, ecc.).

Andrea Puglia, responsabile Ufficio frontalieri