Dopo l’ok del Senato, anche la Camera dei Deputati ha confermato la fiducia al Governo sul «decreto proroga» relativo alla voluntary disclosure (D.L. 153/2015). Il Decreto, oltre a rinviare il termine ultimo di scadenza della voluntary disclosure a fine dicembre, contiene due passaggi molto importanti elaborati dai sindacati Cisl e OCST in collaborazione con il Sen. Mauro Del Barba.

Il primo di essi concede la possibilità di regolarizzare le rendite di prepensionamento svizzere con l’aliquota del 5%; il secondo estende l’esonero dagli obblighi di monitoraggio fiscale anche ai cointestatari e ai beneficiari di procure (o deleghe) sul conto salario del frontaliere.
- Prepensionamenti tassati al 5%
Per legge il prepensionamento AVS è da sempre tassato al 5%. Al contrario, i prepensionamenti speciali di categoria (es. FAR, RESOR) fino ad oggi venivano tassati secondo i livelli previsti per le pensioni di vecchiaia INPS. La nuova legge dà la possibilità di regolarizzare queste rendite pagando un’aliquota ridotta del 5%.
Come detto in apertura si tratta di un principio interno alla legislazione che regola la voluntary disclosure. Ne consegue che al momento la tassazione al 5% vale unicamente per coloro che devono regolarizzare le rendite di prepensionamento percepite in passato.
- Esonero soggettivo dagli obblighi di monitoraggio fiscale per i cointestatari e beneficiari di procure o deleghe sul conto salario del frontaliere.
La notizia di maggiore risalto riguarda l’estensione dell’esonero dagli obblighi di monitoraggio fiscale ai cointestatari e ai beneficiari di procure o deleghe sul conto corrente del frontaliere. Le uniche due condizioni sono che il conto sia stato utilizzato unicamente per l’accredito degli stipendi e che il cointestatario (o il beneficiario della procura o della delega) sia un parente stretto del correntista. L’articolo di legge vale solo come condono per il passato ma non può trovare immediata applicazione anche per il futuro. È chiaro però che in entrambi i casi il legislatore ha fornito una base molto forte per poter confermare gli effetti delle proposte anche per gli anni a venire.
Non resta ora che attendere il tempo tecnico della conversione in legge del Decreto. L’ufficialità definitiva dovrebbe arrivare a breve.

Monitoraggio fiscale: di cosa si tratta esattamente?

Ogni cittadino residente in Italia che detiene un conto corrente presso una banca estera, è tenuto ad effettuare il cosiddetto monitoraggio fiscale, ovvero la compilazione del riquadro RW del modello UNICO (vi è una soglia di esenzione che per il 2014 era di 10’000 €, mentre dal 2015 è stata elevata a 15’000 €).
Tuttavia nel 2010, grazie ad un’apposita legge, il frontaliere fu esonerato dall’effettuare il monitoraggio fiscale, a patto che risultasse in attività (quindi non in pensione o in disoccupazione) e che sul conto avesse maturato unicamente i propri salari (in tal caso egli è tenuto a dichiarare soltanto la giacenza media, peraltro solo se essa è superiore a 5’000 €). L’esonero non fu però esteso né ai cointestatari del conto né agli eventuali beneficiari di una procura (o delega) per il prelievo. La conseguenza inevitabile fu che la stragrande maggioranza dei frontalieri (i quali di norma concedono la procura per il prelievo del salario al coniuge o ad un altro familiare) continuarono indirettamente ad essere soggetti al monitoraggio fiscale! Un clamoroso gap del sistema che esponeva questi soggetti al rischio di pesanti sanzioni. Ebbene, il Decreto legge approvato dal Parlamento scongiura del tutto questa possibilità, perlomeno per gli anni passati.

Andrea Puglia