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Il nostro mondo è sempre più interessato da problemi di enorme portata sociale ed economica. Si tratta di temi centrali per la nostra esistenza che richiedono un’attenzione da parte di tutti. Tra questi (e tra i più importanti), vi è il radicale cambiamento del mercato del lavoro che sta avvenendo in tutti gli Stati avanzati e non solo. 
Nascono nuove figure professionali mentre altre scompaiono, la tecnologia diviene sempre più centrale e pervasiva in ogni settore (emergono così realtà nuove quale l’industria 4.0), aumenta la flessibilità e con ciò la necessità soprattutto per le lavoratrici di trovare nuove forme di conciliazione tra il lavoro e la vita famigliare, i giovani affrontano un precariato che li inserisce in un percorso professionale frenetico e in continua mobilità, decine di migliaia di persone si spostano da uno Stato all’altro per cercare lavoro o per sfuggire da contesti particolarmente drammatici. 
Per queste ragioni, un sindacato che vuole avere un giudizio lucido ed una competenza concreta su questi temi non può prescindere da uno sguardo internazionale che si faccia ricco delle esperienze altrui e che affronti i problemi ponendosi in sinergia con le Organizzazioni presenti nei diversi Stati.
È rispondendo proprio a questa esigenza che OCST ha chiesto ed ottenuto da Travail.Suisse il mandato di poter partecipare quale membro attivo ai lavori dell’European Trade Union Confederation (ETUC).
Di cosa si tratta? L’ETUC, chiamato da molti semplicemente «il sindacato europeo», è un importante organo consultivo dell’Unione Europea con sede a Bruxelles che raccoglie le rappresentanze dei principali sindacati esistenti nel nostro Continente. La Svizzera, pur non facendo parte dell’UE, ha sottoscritto con quest’ultima l’Accordo sulla libera circolazione delle persone e dei lavoratori, motivo per cui anche i sindacati elvetici hanno diritto a partecipare alle sedute dell’ente.
Lo scopo concreto dell’ETUC è quello di studiare i fenomeni legati al mercato del lavoro comunitario tramite la formazione di specifici gruppi di lavoro costituiti appunto dal personale in essere nei principali sindacati europei. Da questi incontri e da questi scambi nascono poi dei dossier che vengono consegnati al Parlamento europeo e ai dipartimenti legati ad esso.
Si tratta per il nostro sindacato di un’occasione unica per conoscere quanto avviene nel resto d’Europa e studiare politiche sindacali comuni che ciascuna Organizzazione avrà poi il compito di attuare nel proprio Stato secondo la legislazione e la cultura di cui è costituita la propria realtà specifica.
I temi affrontati, come detto, sono molteplici e riguardano il mondo del lavoro a 360 gradi (contrattazione collettiva, politiche salariali, sistemi di sicurezza sociale, migrazione, problemi dei giovani lavoratori, diritti delle donne, ecc.). Vista l’approfondita conoscenza della realtà del frontalierato, OCST è stata inserita in un gruppo di lavoro specifico sui frontalieri, allo scopo di monitorare la situazione di questi lavoratori nei singoli Stati. OCST, in rappresentanza di Travail.Suisse, parteciperà poi in qualità di «uditore» anche al Comitato direttivo dell’ETUC, dove viene fatta una sintesi dei singoli temi e vengono votate le prese di posizione dell’ente.
 
Andrea Puglia