Ci si avvicina alla fine di un dicembre travagliato per i lavoratori frontalieri, che si ritrovano a bagno in un vorticoso «pentolone» di ricette fiscali e legislative: il rischio è di non saper più distinguere le semplici voci di corridoio dai cambiamenti veri e propri. Facciamo dunque il punto della situazione procedendo ordinatamente per passi: si spera ne verrà fuori un quadro più chiaro e rassicurante.

Revisione delle imposte alla fonte
Come già accennato nei numeri precedenti, dal 1° gennaio 2014 entrerà in vigore la nuova Ordinanza federale sulle imposte alla fonte. I cambiamenti riguarderanno le famiglie monoparentali (nubili/celibi, divorziati/separati di fatto, vedovi, con figli a carico) per le quali è stata creata una tabella apposita (H); inoltre i frontalieri residenti in fascia di frontiera, coniugati (o partner registrati) con coniuge che lavora anch’esso in Svizzera, cadranno sotto la tabella C, ovvero avranno aliquote identiche ai frontalieri non residenti in fascia di frontiera. Nei prossimi numeri de «il Lavoro» avremo l’occasione di tornare più estesamente sul problema; nel frattempo ci si rassicuri poiché nella sostanza dell’aliquote non vi saranno grandi cambiamenti.
Si vocifera inoltre che il Ticino abbia deciso di aumentare l’imposta comunale prevista per i frontalieri: l’imposta alla fonte è infatti costituita da tre parti (imposta comunale, cantonale e federale); in effetti la proposta ha raccolto pareri positivi presso il Consiglio di Stato ticinese. Tuttavia siamo ancora lontani da una decisione federale; inoltre il pericolo sembra scongiurato da una Sentenza del Tribunale Federale del 2010 (DTF 136 II 241) sul principio di non discriminazione. Pertanto, dovesse anche venir confermata una simile decisione, il sindacato potrebbe fare ricorso alla Camera di diritto tributario.

Franchigia di 6’700 euro per i frontalieri fiscali esteri
Se ne era già parlato nel precedente numero de «il Lavoro». Alla Camera si sta discutendo la nuova Legge di stabilità che potrebbe cancellare la franchigia di 6.700 euro sul reddito imponibile dei frontalieri assoggettati all’IRPEF in Italia (ovvero i frontalieri non residenti in fascia di frontiera). Stando all’agenda ufficiale del Governo, le discussioni sono previste per martedì 17 dicembre; tuttavia i lavori potrebbero subire dei ritardi dovuti alla forte indecisione del Parlamento in merito a molte voci della legge. Il sindacato dal canto suo ha già presentato i propri dossier tecnici a sostegno della franchigia.

Misure contenute nel rapporto del Consiglio di Stato
Le pagine precedenti di questo numero di giornale sono ampiamente dedicate al rapporto del Consiglio di Stato, redatto unitamente alle parti sociali e padronali, in merito ai problemi scaturiti dall’aumento dei frontalieri e dei lavoratori distaccati. Tra le sessantadue proposte che si presenteranno al Governo federale, alcune riguardano anche il trattamento fiscale di queste categorie di lavoratori. In particolare il rapporto vorrebbe sollecitare il Governo federale ad una revisione dell’Accordo del 1976 con l’Italia in materia di imposizione alla fonte dei lavoratori italiani (si veda il prossimo paragrafo).
Si era anche proposto di porre un tetto massimo al numero di permessi per i lavoratori frontalieri (G): si chiarisca definitivamente che la misura è del tutto inattuabile poiché andrebbe palesemente contro il principio di non discriminazione (art. 2) contenuto nell’Accordo sulla Libera Circolazione delle Persone. Il contingentamento potrà invece riguardare i permessi di dimora (B).
Infine, uscendo dal discorso fiscale, il Consiglio di Stato ha accolto positivamente la proposta dei sindacati di studiare con l’INPS un sistema di scambio telematico dei moduli E 411 per la richiesta degli assegni famigliari. OCST ha peraltro già interpellato lo IAS Ticino e l’INPS della Regione Lombardia perché si facciano dei seri passi in avanti in questa direzione.

Discussioni bilaterali
In merito ai nuovi Accordi Bilaterali, una premessa deve essere ben chiara: non vi è ancora nulla di certo e le discussioni sono solo nella fase preliminare. Il 2014 sarà tuttavia ricco di aggiornamenti. I problemi in gioco sono davvero molti: scambio automatico delle informazioni sui conti correnti, revisione dell’Accordo del 1976, trasporti ecc.
Limitandoci ai lavoratori frontalieri, quel che appare chiaro è che si andrà verso una sostanziale riscrittura dell’Accordo del 1976 in materia di imposizione fiscale dei lavoratori italiani in Svizzera (come abbiamo visto anche il Ticino spinge in questa direzione).
Del resto l’Accordo fu scritto in un momento storico nel quale il fenomeno del frontalierato era ancora limitato alla sola fascia di frontiera. Oggi invece la realtà è ben diversa tanto nei numeri quanto nelle infrastrutture (oggi raggiungere il Ticino è alquanto semplice) e davvero grande è la discriminazione fiscale per chi proviene da fuori della fascia di frontiera. Ben venga dunque un’armonizzazione del sistema che elimini le disparità; certo, non crediamo che questo significhi la semplice cancellazione dell’Accordo, la qual cosa costringerebbe tutti i frontalieri al pagamento dell’IRPEF e metterebbe seriamente nei guai i comuni di frontiera che da sempre sopravvivono grazie ai ristorni delle imposte alla fonte. La revisione dovrà essere più articolata, con lo studio di un nuovo sistema di imposizione alla fonte per tutti i frontalieri. Tuttavia, lo si ripete, è presto per ogni tipo di previsione. Pertanto non si cada in facili allarmismi e nel frattempo si dormano sonni tranquilli.
Con l’avvento del 2014 saremo pronti, come sempre, a darvi ogni tipo di aggiornamento. Nel frattempo mi si permetta di augurare un sereno S. Natale a tutti i gentili associati.

Andrea Puglia