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Il 23 dicembre 2013, dunque proprio allo scadere dell’anno, l’Agenzia delle Entrate ha emesso un nuovo provvedimento che, pur non essendo rivolto direttamente ai frontalieri, rischia di comportare comunque più che un fastidio.

Con la Circolare n. 38-E, l’Agenzia delle Entrate ha infatti ordinato alle banche italiane di trattenere un acconto del 20% sui bonifici bancari effettuati dall’estero verso i conti italiani. A questo acconto si aggiungerebbe poi il saldo in base a quanto si avrà poi dichiarato nel riquadro RW del modello UNICO.
L’acconto verrà applicato solamente sui capitali maturati all’estero grazie agli investimenti finanziari (azioni, obbligazioni ecc). Sono quindi esclusi i normali salari e le rendite pensionistiche.
Inoltre sono esclusi dal provvedimento tutti i soggetti che non sono tenuti alla compilazione del riquadro RW del modello UNICO. Ricordiamo che i frontalieri sono appunto esonerati da questo onere.
Nessuna novità dunque? In realtà a ben guardare un piccolo problema c’è. Le banche infatti non sempre possono sapere a priori se il versamento che avviene sul conto è dovuto ad un normale guadagno da salario o se piuttosto da una qualche forma di investimento all’estero!
Pertanto gli istituti bancari (continua la Circolare 38-E) potrebbero (ma non per forza) richiedere al frontaliere un’autocertificazione in cui il cliente interessato dichiari che i capitali maturati all’estero sono frutto di una normale attività di lavoro (si guardi l’esempio di autocertificazione allegato all’articolo).
Al tempo stesso gli istituti bancari non hanno ancora comunicato una politca certa per l’applicazione del provvedimento. Pertanto invitiamo gli interessati ad attendere che sia l’Istituto bancario a prendere eventualmente contatto. La banca infatti dovrà avvisare il correntista se sarà necessaria l’autocertificazione .
Nel frattempo resta lo sconcerto per la consueta disattenzione dell’Agenzia delle Entrate. Il fisco italiano nella sua lotta agli evasori sta stringendo la gabbia attorno ai conti esteri non dichiarati: peccato che si dimenticano del fatto che tra i correntisti esteri vi sono migliaia di onesti lavoratori che ogni giorno sudano il proprio salario.
Ad ogni modo il sindacato non mancherà di comunicarvi aggiornamenti più certi e il nostro Ufficio Frontalieri resta a vostra disposizione per ogni chiarimento.

Andrea Puglia

 

Esempio di autocertificazione

Cognome e Nome
Indirizzo
Paese

AUTOCERTIFICAZIONE SUI FLUSSI FINAZIARI DI PROVENIENZA ESTERA

Il (La) sottoscritto (a), ……………………, nato (a) ………….. il ……………. e residente a .................................. in via ……………..……, n. …, codice fiscale............................., titolare presso il Vostro Istituto del conto corrente bancario n. ………………………., con riferimento alla normativa fiscale sul monitoraggio (DL 167/90, ed in relazione alle modifiche apportate dal Decreto Legge 97/213),  con la presente autocertifica, così come previsto dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 38/E del 23.12.2013,  che tutti i flussi finanziari provenienti da conti correnti esteri depositati presso gli Istituti di Credito ……. (indicare lo Stato) ed accreditati sul citato conto corrente bancario, sono frutto esclusivo di attività di lavoro dipendente prestato all’estero. Si chiede pertanto che su detti redditi non venga applicata la prevista ritenuta di acconto del 20%.

La presente autocertificazione riguarda la generalità dei miei flussi accreditati sul conto corrente presso il Vostro Istituto.

Eventuali modifiche rispetto a quanto sopra dichiarato sarà tempestivamente a Voi comunicato.

In fede,

Nome e Cognome
Luogo e data             Firma