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L’approvazione dell’iniziativa per il blocco dei permessi in caso di situazione salariale irregolare (seduta del Gran Consiglio di martedì 23 gennaio, 59 voti a favore, 2 astenuti e 23 contrari), ha sollevato un grande dibattito. Abbiamo intervistato un firmatario dell’iniziativa nonché sindacalista OCST Giorgio Fonio.
 
Una critica mossa è stata quella di definire l’iniziativa poco concreta e generatrice di burocrazia, oltre che esclusivamente di marketing politico.
È la solita frase di chi non vuole accettare serenamente le decisioni della maggioranza. Questa proposta permetterà di fermare sul nascere quelle situazioni di abuso salariale che oggi vedono impegnati sindacati e uffici cantonali nel cercare di scovarle non senza difficoltà. I lavoratori sottoposti a contratto collettivo di lavoro (CCL) o contratto normale di lavoro (CNL) potranno avere finalmente la certezza del salario e quel meccanismo speculativo per cui il lavoratore veniva selezionato principalmente in base alla retribuzione sarà attenuato.
 
Molte le opinioni emerse, sia a favore che contrarie. Molti affermano che questa iniziativa è illegale. Cosa rispondere? Definire illegale una misura atta a combattere l’illegalità può sembrare un paradosso.
La reazione stizzita di una parte del mondo economico non mi è piaciuta e anzi, mi preoccupa. Ho sentito diversi imprenditori che hanno apprezzato quanto fatto perché stufi e stanchi di una concorrenza sempre più sleale che pone molti problemi ai lavoratori e alle aziende che operano correttamente. Inoltre come ben scrive lei nella domanda, la proposta approvata dal Parlamento mira a combattere una situazione di illegalità. La domanda che sorge spontanea è: quali interessi difende l’economia?
 
L’approvazione di questa iniziativa non era scontata. Significa che vi è una presa di coscienza generale riguardo i problemi del mercato del lavoro?
Il voto parlamentare è stato interessante: hanno sostenuto questa proposta sia deputati dell’estrema sinistra che della destra. Il sostegno mi emoziona perché vuol dire che i colleghi hanno creduto alle argomentazioni sindacali che ben hanno illustrato le criticità con le quali un lavoratore si trova ogni giorno a combattere nel nostro mercato del lavoro.
 
Concretamente il lavoratore corre qualche rischio?
Il lavoratore non corre nessun rischio! Anzi! Se l’iniziativa sarà applicata alla lettera, vi saranno anche dei benefici, infatti nella proposta chiediamo che la verifica dei permessi venga fatta ai nuovi permessi e anche ai rinnovi.
 
A livello di tempistiche si ha già un’idea?
Ora bisognerà attendere che il Governo tramuti in legge quanto approvato dal Parlamento. Ci vorranno quindi ancora alcuni mesi.
 
 
G. Donini