Servizio pubblico

La richiesta che il Consiglio di amministrazione dell’IPCT ha formulato all’indirizzo del Consiglio di Stato, alla luce dell’entità della stessa, non poteva evidentemente non fare la prima pagina dei nostri quotidiani. 500 milioni sono effettivamente una cifra importante. 
Le vicende legate ad Argo1 e allo scandalo dei permessi (quest’ultimo dimenticato troppo frettolosamente) come pure altri errori commessi presso l’Amministrazione cantonale, hanno certamente fatto emergere i limiti della macchina Stato – e non solo – nella gestione di situazioni straordinarie.
Il 26 settembre si è tenuto a Camorino, con una ventina di partecipanti, un incontro organizzato dal sindacato OCST-Docenti, volto ad informare  i dipendenti dello Stato interessati sulla situazione attuale e le prospettive future dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino. All’incontro ha partecipato Daniele Rotanzi, vicedirettore dell’Istituto di previdenza del Cantone Ticino.
Nel corso dell’ultima seduta di Gran Consiglio (19-21 febbraio) è stata accolta la richiesta di modificare l’art. 31a della LORD per introdurre, accanto all’obbligo degli impiegati dello Stato di denunciare un eventuale reato, il diritto di segnalazione e la protezione del denunciante, merita certamente un’analisi approfondita (messaggio 7387).
Considerazioni generali
Costatiamo che, rispetto ad alcuni anni fa, i conti del Cantone presentano risultati positivi. Con questi risultati ci si potrebbe aspettare che il Governo quale datore di lavoro possa riconoscere il fattivo contributo che i dipendenti hanno dato al raggiungimento degli obiettivi, venendo penalizzati a più riprese in modo molto pesante. Non sto qui a riprendere tutta la lista dei sacrifici che negli ultimi decenni ci sono stati imposti, sottolineando che, sebbene il Governo abbia assicurato che con l’entrata in vigore della nuova LStip non ci sarebbero più state penalizzazioni, tuttavia vedremo di seguito che così non è stato.