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Dall’Assemblea del Sindacato dipendenti e pensionati dello Stato è stata ribadita l’opposizione alla riforma LORD. Interessante il dibattito tra Giovanni Jelmini, Sergio Morisoli e Mario Branda sul ruolo della funzione pubblica.

Nella sua relazione, il Presidente Enrico Pusterla ha ripercorso le tappe dell’attività sindacale svolta nel corso dell’anno contraddistinta in gran parte dalla discussione sulla revisione LORD e sulle misure di risanamento della Cassa Pensioni. La prima constatazione che è stata fatta è relativa all’assenza totale del dialogo con il Governo, ancor più grave alla luce dell’importante revisione della LORD e della legge stipendi.

«La posizione dell’OCST - ha ricordato Pusterla - e le proposte per permettere un’attuazione equilibrata della riforma non sono state accolte. L’OCST non è mai stato contrario al cambiamento delle modalità di gestione del personale con il sistema della direzione per obiettivi e la valutazione delle prestazioni. Abbiamo però sempre combattuto per l’attuazione di un sistema che potesse funzionare correttamente, e che non si rivelasse penalizzante e discriminatorio per i collaboratori.

Per questo motivo avevamo proposto di verificare, prima dell’attuazione, la corretta applicazione delle metodologie di fissazione degli obiettivi e di valutazione dei collaboratori, compito estremamente gravoso e delicato per i funzionari dirigenti. Il nuovo sistema, se non applicato bene, arrischia, quasi paradossalmente, di essere la codificazione dell’attuale sistema, così tanto criticato. Era necessario da subito pianificare una corretta formazione del personale, sia dirigente che deve fissare obiettivi ed effettuare le valutazioni, sia subalterno che questi obiettivi e queste qualifiche le deve subire. Ma neppure questo è avvenuto.

Eppure, l’accettazione di queste che noi riteniamo proposte di semplice attuazione e di buon senso avrebbero potuto evitare, almeno da parte nostra, il lancio del referendum».

Cassa pensioni da risanare

La situazione finanziaria in cui versa la cassa pensioni dei dipendenti dello Stato è piuttosto preoccupante. Negli ultimi anni infatti il grado di copertura degli impegni della cassa è sceso a poco più del 60 per cento. «Ciò costituisce, ha ricordato il Presidente, un grave problema, sul quale appare inevitabile chinarsi e cercare di trovare delle soluzioni. Un mancato intervento sarebbe irresponsabile».

Sono state ricordate le misure proposte dal Comitato e dalla Commissione della cassa per permettere nel medio - lungo termine il risanamento. L’aspetto più importante è il passaggio del piano assicurativo del primato delle prestazioni a quello del primato dei contributi. Per gli assicurati che avranno più di cinquant’anni al momento del passaggio della riforma, si vedrebbero comunque garantire l'importo della rendita acquisita a quel momento, se dovesse essere superiore alla prestazione calcolata secondo il nuovo piano.

Oltre alla modifica del piano assicurativo la riforma è accompagnata da una serie di misure che andranno a colpire sia gli assicurati attivi, che tuttavia non avranno aumento dei contributi, sia i pensionati, con la sospensione della compensazione del rincaro fino ad un aumento cumulato del 15 per cento.

A fronte dei sacrifici chiesti agli assicurati, anche lo Stato sarà chiamato ad intervenire con il versamento in rate annuali sulla durata di quarant’anni di una parte del disavanzo tecnico e con un aumento dei contributi pari al 2 per cento degli stipendi assicurati. Sia per gli assicurati sia per l’ente pubblico gli sforzi saranno rilevanti benché necessari.

Avviare trattative con il Consiglio di Stato

Proprio per questo motivo, Pusterla ha ricordato la richiesta inoltrata dall’OCST al Consiglio di Stato di avviare tempestivamente una reale trattativa sulle misure da adottare a favore del personale. 

 

Attività sindacale 2010