Verificare la parità salariale all’interno dell’Amministrazione cantonale attraverso lo strumento gratuito Logib: il Consiglio di Stato accoglie la mozione presentata.

Lo scorso 5 novembre 2012 avevo presentato una mozione per chiedere di verificare la parità salariale all’interno dell’Amministrazione cantonale. Questo attraverso uno strumento messo gratuitamente a disposizione dalla Confederazione, denominato «Logib» (www.logib.ch - Test per controllare autonomamente la parità salariale nell’impresa).
Logib è un programma di facile applicazione che permette di esaminare se un’impresa garantisce la parità salariale - ossia un salario uguale per un lavoro di uguale valore - fra donna e uomo. Il calcolo è effettuato mediante un’analisi di regressione statistica: si calcola in che modo fattori rilevanti quali la qualifica richiesta o la funzione si ripercuotono sul salario. Nella funzione di regressione, il sesso è considerato come ulteriore variabile indipendente. Se non sussiste alcuna discriminazione, questa variabile non deve influire in modo significativo sul salario. La base per il calcolo è costituita dai dati delle dipendenti e dei dipendenti relativi al salario, alla qualifica e al posto di lavoro, che possono essere importati o immessi in Logib.
Il problema della disparità salariale esiste, eccome: «le donne guadagnano, nel settore privato, in media il 18,4 per cento in meno rispetto ai loro colleghi uomini. Nel settore pubblico questa differenza è del 12,1% (www.bfs.admin.ch, Kahlen 2010)». Il tema era già stato sollevato da un’interrogazione lo scorso 8 marzo (n. 63.12 della collega Pelin Kandemir Bordoli) nella quale si chiedeva, tra le altre cose, se l’Amministrazione cantonale eseguisse dei controlli per verificare il rispetto delle disposizioni inerenti alla parità salariale. Il Consiglio di Stato, in data 8 maggio 2012, rispondeva che non era previsto alcun controllo specifico in merito.
Mi sembrava quindi fondamentale conoscere esattamente la situazione all’interno dell’Amministrazione cantonale ticinese. La conoscenza costituisce un punto di partenza per sistemare eventuali disparità, dando così il buon esempio anche ad enti parastatali e privati. Sono quindi più che soddisfatta che il Consiglio di Stato abbia voluto dar seguito positivamente a questa richiesta.

Nadia Ghisolfi