Il personale pubblico e del settore sociosanitario, riunito in assemblea, ribadisce l’opposizione al taglio sui salari.
Lo scorso 11 settembre si è tenuto l’atteso incontro tra i sindacati e il Consiglio di Stato dopo l’Assemblea dei dipendenti dell’amministrazione cantonale del 4 settembre dalla quale era emersa con chiarezza la contrarietà per l’introduzione nel Preventivo 2014 di qualsiasi misura a carico del personale.

Misure bocciate dall’Assemblea
I tagli alle prestazioni ed ai salari, ennesima proposta presentata dal governo, sono stati in particolare criticati non solo perché continuano a erodere il potere d’acquisto dei collaboratori, ma anche a motivo della tipologia delle misure proposte che sono ingiuste pure dal profilo dell’equità di trattamento perché penalizzeranno particolarmente i dipendenti giovani in carriera e chi ha responsabilità familiare.
Le premesse non erano dunque delle migliori. Tuttavia, i rappresentanti del nostro sindacato non si sono limitati a presentare la richiesta di ritiro di qualsiasi misura di taglio a carico dei dipendenti ma hanno voluto rilanciare la discussione chiedendo al Consiglio di Stato, che da anni è impegnato unicamente a proporre risparmi sui costi relativi al personale, di rivedere l’impostazione anziché sparare nel mucchio proposte che penalizzano un po’ uno e un po’ l’altro.

Rilanciare la discussione su progetti strutturali
Riteniamo, difatti, indispensabile che si intraprenda quanto prima la strada delle riforme strutturali in tutti gli ambiti ed in ogni dipartimento affinché la gestione del personale non sia attuata a partire dai contraccolpi finanziari. Il Governo è insomma chiamato a fare politica, che significa assumersi responsabilità decisionali e lavorare su progetti concreti che abbiano non un limitato impatto temporale ma propongano misure strutturali.
Da anni le finanze del Cantone sono confrontate con importanti difficoltà e questa situazione non potrà essere modificata se non in una prospettiva più ampia. Perché allora i Consiglieri di Stato, a cui è certamente nota l’evoluzione della spesa in generale e quella relativa al personale, anziché proporre ogni anno dei cerotti a questa situazione, non vogliono affrontare una seria razionalizzazione?
Per fare questo occorre affrontare con metodo la situazione proponendo progetti che abbiano un impatto strutturale e che producano effetti nel tempo, anziché proporre tagli che non aiutano a risolvere i problemi e demotivano il personale!

Torna il dialogo (si spera!)
Queste nostre considerazioni non sono cadute nel nulla, ma da queste, ed è proprio una piacevole novità nei rapporti tra parti sociali, è emerso un elemento decisamente positivo: il dialogo, il grande assente negli scorsi anni!
Difatti, seppure non si è ancora giunti ad una soluzione definitivamente condivisa, si è finalmente potuto discutere e pianificare il lavoro su alcuni progetti che interessano la gestione del personale. Il governo ha inoltre deciso di valutare la soppressione delle misure proposte, in particolare per quanto attiene al blocco degli scatti annuali, e di avviare una seria discussione su tre progetti pricipali: una nuova classificazione delle funzioni e dei salari, la diminuzione del tempo di lavoro e una riorganizzazione dell’organico dello Stato.
È proprio su queste basi che il nostro sindacato vuole lavorare, assieme al Consiglio di Stato e nei cosiddetti Tavoli tecnici, perché venga garantita considerazione per l’attività attrattiva alla pubblica amministrazione e una sana gestione della spesa relativa al personale.

Lorenzo Jelmini