Purtroppo il governo cantonale, nella trattativa con le organizzazioni sindacali sulle misure a carico del personale dove inizialmente aveva fatto un bel passo avanti, ne ha improvvisamente fatti due indietro!

Avevamo annunciato con soddisfazione che, finalmente, nel corso dell’ultima trattativa il Consiglio di Stato, ascoltate le motivazioni delle organizzazioni sindacali che ritenevano ingiustificati i tagli a prestazioni e salari, aveva lasciato intendere di non voler proporre il blocco degli scatti annuali, una misura che avrebbe causato un risparmio sulle spalle dei collaboratori di 6.8 milioni di franchi.Si attendeva solo la conferma della posizione del governo e la stessa è arrivata ad inizio mese. Con scritto inviato ai sindacati, il Consiglio di Stato affermava di aver voluto tenere in considerazione le argomentazioni dei sindacati e confermava la rinuncia alla misura di blocco degli scatti automatici. Tuttavia, in un passaggio successivo della lettera, il governo ribadiva la volontà di recuperare ancora sulla spesa del personale un importo sostitutivo di 6.8 mio, anche solo parzialmente, e indicava alcune misure suppletorie, quali il contenimento delle spese di trasporto, l’applicazione di un periodo di attesa di 3 mesi prima di procedere ad una sostituzione o ancora un non meglio precisato contenimento della spesa per sostituzioni.Di fatto, però, la lettera non dava particolari spiegazioni su come intendesse raggiungere gli obbiettivi di risparmio e sembrava quasi che, giustamente, si volesse puntare su una maggior razionalizzazione della spesa. Purtroppo a chiarire gli intenti è venuto in soccorso un documento che di per sé doveva rimanere confidenziale, essendo il verbale dell’incontro dei cinque Consiglieri di Stato!Nel documento si può leggere la conferma della rinuncia al blocco degli scatti per il 2014 come pure l’indicazione che il mancato risparmio sarà compensato attraverso provvedimenti alternativi che interessano il personale, e più precisamente:

  • - la riduzione dell’indennità per pasti a CHF 8.00 (attualmente CHF 18.00);
  • - la rimodulazione dell’indennità chilometriche per i docenti attivi in due o più sedi (introduzione di forfait e/o limitazione);
  • - la riduzione del 20% dei crediti per indennità di trasferta, da conseguire tramite un controllo più rigoroso delle trasferte da parte dei funzionari dirigenti (MOLTO BENE. ndr!);
  • - la riduzione/ottimizzazione della spesa sostenuta per lo sgravio orario concesso ai docenti per l’assunzione di compiti amministrativi;
  • - la riduzione del credito complessivo per sostituzioni gestito dalla SRU (dimezzamento del credito);
  • - la conferma della misura relativa al termine di attesa di 3 mesi prima della sostituzione di personale.

Dunque, dopo aver affermato di voler comprendere le argomentazioni dei rappresentanti del personale, il governo conferma di non aver capito nulla tanto da proporre nuove misure che continueranno ad erodere il potere d’acquisto dei collaboratori e che risultano, anche a motivo della loro tipologia, ingiuste dal profilo dell’equità di trattamento perché penalizzeranno una parte dei collaboratori.

Misure nuovamente bocciate dall’Assemblea
E così l’assemblea dei dipendenti dell’amministrazione cantonale dello scorso primo ottobre non ha potuto che ribadire la contrarietà per le misure poste a carico del personale.
Abbiamo pertanto inviato un nuovo scritto al Consiglio di Stato con il quale si prende atto con soddisfazione della rinuncia al blocco degli aumenti annuali per il 2014 ma, contemporaneamente, si esprime preoccupazione per le misure sostitutive di 6.8 milioni e in particolare per quanto riguarda la riduzione dell’indennità per pasti da 18 a 8 franchi, i risparmi sulle trasferte dei docenti attivi in più sedi e i risparmi sullo sgravio orario per oneri amministrativi svolti da docenti.
Con lo stesso scritto si chiede inoltre, essendo le misure proposte modifiche di regolamenti che toccano le condizioni di lavoro dei dipendenti, di essere consultati. Non da ultimo si chiede pure che l’indennità economia domestica sia congelata almeno sino al cambiamento di scala salariale nel 2015.

Si riparte da capo!
Incominciamo a credere che, malgrado le dichiarazioni di massima, il governo cantonale non abbia il coraggio di intraprendere finalmente la strada delle riforme strutturali in tutti gli ambiti ed in ogni dipartimento, ma preferisce continuare a non fare politica e condurre la gestione del personale solo a partire dai contraccolpi finanziari proponendo cerotti anziché progetti. Non è certamente in questo modo che si valorizza l’attività della pubblica amministrazione e neppure si raggiungono obiettivi di una necessaria razionalizzazione a beneficio delle finanze cantonali.

Lorenzo Jelmini