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Il settore della scuola ha ricevuto una rinnovata attenzione da parte del Dipartimento cantonale, che si è tradotta nella volontà di costruire su basi più aperte un dialogo con i docenti e con le loro organizzazioni sindacali e di categoria.

Per portare a un cambiamento effettivo nella scuola, il confronto avviato deve ora aprire spazi in cui il docente possa tornare a essere protagonista della sua professione.

Aggiornamento e abilitazione dei docenti
L’OCST ha partecipato attivamente e con intento costruttivo ai gruppi di lavoro quali il tavolo docenti sulle condizioni di lavoro, il gruppo incaricato di preparare la nuova legge sull’aggiornamento, il gruppo di lavoro misto DFA Supsi/DECS/sindacati sull’abilitazione, sulle procedure di assunzione, sulle condizioni di incarico e di nomina. Alcuni risultati concreti sono stati ottenuti e ce ne rallegriamo.

Per un’effettiva partecipazione dei docenti
Su altri aspetti, come quello di una più ampia e vera partecipazione degli insegnanti alla conduzione della vita dell’istituto e quello del coinvolgimento del sindacato alla determinazione della politica scolastica, è necessario fare dei passi in avanti. L’atteggiamento e gli appelli spesso enfatici, come il recente messaggio augurale del capo del Dipartimento ai docenti delle scuole statali (chissà perché non si rivolge anche ai docenti delle scuole private parificate, come se non contribuissero al sistema scolastico ticinese?), suscitano nel corpo insegnante più una sensazione di indifferenza che una sollecitazione a coinvolgersi in un progetto educativo-scolastico condiviso.
Il sindacato OCST dei docenti esprime, da un lato, una certa soddisfazione per alcune decisioni del Consiglio di Stato, come l’aumento salariale in favore dei docenti della scuola dell’infanzia ed elementare (a tappe nei prossimi due anni) e i cambiamenti intervenuti nella formazione dei docenti delle scuole comunali e nell’abilitazione (l’OCST vigilerà sull’attribuzione della priorità ai candidati qualificati residenti). Dall’altro, sollecitiamo il DECS a finalizzare le discussioni e gli approfondimenti svolti sui temi dell’aggiornamento dei docenti, della nuova classificazione delle funzioni docenti di tutti gli ordini di scuola e del burn-out nella professione, coinvolgendo le associazioni dei docenti nella concretizzazione delle misure prioritarie. Non si dimentichi che la spesa cantonale per l’educazione rimane inferiore a quella della maggior parte dei cantoni e alla media svizzera.

Il riconoscimento del docente attraverso un ripensamento del suo profilo professionale
L’OCST si impegnerà inoltre nella verifica promessa dal Dipartimento sul profilo professionale nell’ambito della quale sia possibile distinguere i compiti primari dell’insegnamento dagli incarichi, continuamente cresciuti nel tempo, oggettivamente secondari rispetto allo scopo educativo fondamentale della scuola. Secondo i docenti OCST questo chiarimento è urgente per ridare credibilità e coinvolgere i soggetti della scuola in un progetto comune per rispondere alla domanda: «che senso ha fare scuola oggi»?
A breve tempo, viste le decisioni insoddisfacenti scaturite dal dibattito parlamentare, entrerà nel vivo la campagna per la votazione sull’iniziativa popolare sostenuta dall’OCST-Docenti per migliorare le scuole dell’infanzia ed elementare, indirizzata, tra l’altro, a ridurre il numero di allievi per sezione e a identificare misure efficaci per migliorare le condizioni di insegnamento in classe. Il sindacato intende inoltre approfondire il tema dell’esclusione dei docenti dal legislativo cantonale.

Renato Ricciardi