Sociosanitario

Il 24 marzo, nel pieno della pandemia, i tre granconsiglieri OCST Claudio Isabella, Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini, avevano chiesto al Consiglio di Stato un sostegno ai dipendenti del sociosanitario impegnati nella lotta al Covid-19. La richiesta esatta contenuta nella mozione era la seguente: «Chiediamo che vengano assegnati aiuti finanziari a beneficio del personale sanitario e di tutto il personale impegnato in prima linea per fronteggiare la crisi sanitaria che permettano di coprire i maggior oneri che queste persone/famiglie hanno sopportato (e sopporteranno), in particolare per la gestione e custodia dei figli».
 
Il 21 ottobre scorso si è svolto all’USI di Lugano un convegno promosso dalle commissioni paritetiche del settore sociosanitario intitolato «Le nuove frontiere della responsabilità sanitaria». Tema dell’incontro le novità previste dalla Legge sanitaria cantonale e non ancora entrate in vigore.
La recente sottoscrizione dell’accordo tra il Cardiocentro Ticino e l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC), riguardante lo scioglimento della Fondazione Cardiocentro Ticino e il trasferimento del patrimonio e dell’attività all’EOC, è senz’altro una buona notizia che accogliamo con particolare piacere.
Quali sono le sfide future del sindacato in ambito sanitario? Lo abbiamo chiesto al vicesegretario cantonale e responsabile OCST per il settore Gianni Guidicelli.
In Svizzera come in altre nazioni la sanità risulta essere un punto cruciale di tante discussioni politiche e non. Per quanto riguarda gli infermieri (maschi e femmine) si sente spesso parlare di carenza. Di fatti di recente è stata lanciata una nuova iniziativa popolare da parte dell’Associazione svizzera delle infermiere e infermieri ASI: «Per delle cure infermieristiche forti».