In Svizzera come in altre nazioni la sanità risulta essere un punto cruciale di tante discussioni politiche e non. Per quanto riguarda gli infermieri (maschi e femmine) si sente spesso parlare di carenza. Di fatti di recente è stata lanciata una nuova iniziativa popolare da parte dell’Associazione svizzera delle infermiere e infermieri ASI: «Per delle cure infermieristiche forti». 
Essa propone, con delle modifiche nella costituzione federale, misure per replicare alla penuria di infermieri (vedi sotto).
 
Un po’ di statistiche
In un rapporto di gennaio 2018 il Consiglio di Stato ticinese ha fornito qualche dato statistico riguardante la formazione e il suo relativo incremento per soddisfare maggiormente i bisogni del mercato. Tra l’anno 2013-2014 e quello 2016-2017 gli studenti in formazione in Cure infermieristiche presso la Supsi sono passati da 234 a 328. Incrementi si sono avuti anche per quanto concerne la formazione di Operatore sociosanitaria OSS, per gli Operatori socioassistenziali OSA e in generale in altre professioni.
Altro fattore importante che preme sottolineare e che in passato era stato sovente sollecitato era la possibilità per gli studenti di effettuare gli stage. Ebbene in Ticino tra il 2013 e il 2017 vi è stato un incremento del 10% arrivando a 573 posti di stage a cui aggiungerne una ventina offerti fuori cantone.
Un’altra statistica interessante è quella pubblicata dall’OCSE riguardante il numero di infermieri (in esercizio) ogni 1’000 abitanti. La Svizzera è con il valore di 17 infermieri al secondo posto dietro la Norvegia (vedi grafico).
Altro giro altra statistica. Molti paesi condividono la preoccupazione della penuria di infermieri e hanno allora deciso investimenti in tal senso. Ne risulta che l’OCSE ha una statistica dedicata. Ne risulta che in Svizzera nel 2016, 99 persone ogni 100’000 abitanti ottenevano un diploma di infermiere.
Date queste cifre sembrerebbe tutto rose e fiori. Ma non è esattamente così. Tralasciando il fatto che con l’aumento della speranza di vita, il progredire delle cure mediche e l’invecchiamento della popolazione, la necessità va sempre aumentando, vi è anche un altro fattore che spinge a investire ulteriormente sulla formazione: il numero di persone che abbandona la professione durante la carriera. Come emerso da uno studio del 2016 dell’Osservatorio della salute svizzero (Obsan) «Le principali ragioni che spingono a lasciare il settore sanitario sono la scarsa identificazione con la professione, troppo poco tempo per la vita privata, interesse per un’altra professione, supporto insufficiente da parte dei superiori e il desiderio di seguire un corso di formazione o perfezionamento».
Questi abbandoni sono quantificabili in circa il 46% (fonte: Obsan 2017), ossia quasi un infermiere su due nel corso della sua carriera abbandona la professione a causa di stress, orari irregolari, lavoro su chiamata ecc. 
Nel proprio rapporto l’Obsan termina con «Tutti gli interessati riconoscono il problema della persistente penuria di personale curante in tutto il mondo. I fattori che influiscono nella maniera più determinata sul numero delle persone curanti disponibili nel settore sanitario sono la formazione, il reclutamento e la fidelizzazione. Anche se le scuole svizzere di cure infermieristiche sfornano ogni anno 2500 diplomati, questa cifra copre appena la metà del fabbisogno nazionale. Per questa ragione, anche se ha aderito al codice di comportamento globale dell’OMS per il reclutamento internazionale di personale curante, la Svizzera dipende fortemente dalla manodopera straniera».
Per ovviare a questa carenza è necessario intervenire in maniera ancora più decisa.
 
Cosa chiede l’iniziativa
 
Dopo la non entrata in materia deI 27 aprile 2016 da parte del Consiglio nazionale sull’iniziativa parlamentare «Per il riconoscimento della responsabilità delle infermiere», l’Associazione svizzera delle infermiere e degli infermieri ASI ha deciso di lanciare l’iniziativa popolare per cure infermieristiche forti. Il 29. novembre del 2017 l’iniziativa è formalmente riuscita.
 
Cure anche in futuro – sufficiente personale infermieristico
La mancanza di personale diplomato compromette la sicurezza dei pazienti. Per questo un nuovo articolo della costituzione chiede alla Confederazione e ai Cantoni di provvedere affinché tutti abbiano accesso a cure infermieristiche sufficienti e di qualità. Ciò significa anche garantire un numero sufficiente di infermiere diplomate.
 
Misure efficaci per ovviare alla penuria di personale diplomato
Se l’iniziativa verrà approvata dal popolo, saranno necessarie misure efficaci per ovviare alla penuria di infermiere diplomate. Inoltre si dovranno stabilire anche i criteri per distinguere le prestazioni di cui le infermiere possono assumere direttamente la responsabilità da quelle fornite su prescrizione medica.
 
Una professione attrattiva
Uno degli obiettivi dell’iniziativa popolare è valorizzare la professione infermieristica. Per fare ciò occorre adeguare gli stipendi, considerando anche prolungati periodi di formazione, creare condizioni che permettano di conciliare gli impegni familiari, garantire maggiore spazio decisionale e migliori possibilità di formazione e di carriera.
 
 
Giorgio Donini

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