Diversi appuntamenti hanno sottolineato lo scorso 5 giugno i 100 anni della Ferrovia Lugano-Ponte Tresa.
Invece la tratta ferroviaria Menaggio-Porlezza non ha potuto festeggiare nessun anniversario; a fine maggio due giornate di

eventi hanno ripercorso la storia e ricordato quello che il trenino ha rappresentato per il territorio.
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La storia
Attorno agli anni 1870 nacque a Lugano un Comitato che caldeggiava la costruzione di una ferrovia economica tra Menaggio e Lugano ed un regio decreto del 1881 autorizzava la Banca della Svizzera Italiana ad operare in Italia, dando corso alla costituzione di una Società Anonima denominata «Navigazione e Ferrovie per il lago di Lugano» con lo scopo di realizzare la Menaggio-Porlezza e la Ponte Tresa-Luino. L’idea era quella di collegare tra loro con un tracciato ferroviario e di battelli i laghi del Lario, del Ceresio e del Verbano e Menaggio e Luino con Lugano per sostenere  il turismo che tramite la linea del Gottardo proveniva dal Nord Europa.
Il progetto affidato all’ing. Emilio Olivieri è datato 13 luglio 1883 e prevedeva la costruzioni di piccoli viadotti, una galleria, diversi ponti, tra cui quello in ferro sul Cuccio e sul Rezzo, di 21 e 10 metri. Il costo complessivo dell’opera era di 1 milione e duecentomila lire.
A fine aprile del 1884 la costruzione della linea ferrata è ultimata a tempo di record. In meno di dieci mesi, malgrado rivendicazioni politiche e sindacali creino molte difficoltà, vengono completati i lavori. Nasce spontaneo un paragone con i tempi impiegati per la costruzione della famigerata galleria della Valsolda, di Km. 3,7, a tutt’oggi non ancora ultimata dopo più di 20 anni di lavori.
Il materiale rotabile sulle due tratte era costituito da sei locomotive a vapore con nomi di personaggi ticinesi e comaschi: Volta, Luini, Franscini, Pioda, Albertolli, Vela. Costruite a Stoccarda furono trasferite a Lugano e da lì su una chiatta a Porlezza o Ponte Tresa.
L’8 ottobre 1884 la ferrovia Menaggio-Porlezza viene inaugurata e il 17 novembre aperta al pubblico.
Il percorso di tredici chilometri aveva nei pressi di Menaggio un sistema ingegnoso per superare un tornante, era il famoso «regresso», era costituito da una piattaforma girevole sulla quale veniva girata la locomotiva per procedere in senso contrario. La durata del tragitto era di 35 minuti.
La struttura dava lavoro a circa 50 persone tra personale viaggiante o a terra. Il trasporto passeggeri era consistente e, nel 1911, ad esempio, a Menaggio con una media giornaliera di 37 passaggi di piroscafi sui due imbarcaderi, transitarono ben 234.000 passeggeri, di cui la maggior parte si servì della ferrovia o si avviò all’uso della stessa. Le merci, trasportate su carri ferroviari a pianali ribassati,  erano costituite da legna proveniente dal Crocione, ghiaccio del lago di Piano, vetri delle vetrerie di Porlezza e altre merci.
Tra i passeggeri illustri che viaggiarono sul «masninn» ricordiamo Franz Kafka che il 1° settembre 1911 arrivò da Lugano a Porlezza con il prioscafo e poi con il trenino fino a Menaggio per visitare Villa Carlotta e Antonio Fogazzaro che utilizzava la ferrovia per raggiungere Como.
L’andamento economico della Società che gestiva l’impianto fiorì fino alla vigilia della Grande Guerra, poi purtroppo venne a mancare il flusso turistico dai paesi d’oltralpe e il traffico merci si azzerò. I costi di gestione aumentarono enormemente e il consiglio di amministrazione ne deliberò la vendita. Fu acquistata dalla «Società Varesina per le Imprese Elettriche» poi divenuta «Anonima prealpina di Trasporto» con sede a Varese.
Lo sviluppo della motorizzazione nei trasporti pubblici e privati intorno agli anni Venti ridusse l’uso della strada ferrata, mentre il costo di gestione aumentava, nel 1923 il passivo raggiunse le 127.00 lire e solo l’intervento del governo con 120.000 lire salvò la società dal fallimento.
Sul tragitto Porlezza-Menaggio iniziava anche la concorrenza su gomma, il tragitto su corriera costava quasi la metà rispetto al treno (5 lire  contro le 8,40 in seconda classe e 16.70 in prima classe) e il tempo di percorrenza era inferiore di 10 minuti rispetto a quello impiegato dal treno.
La ferrovia entrò in grave crisi e dal 1° novembre 1939 ebbe termine il servizio ferroviario sostituito con quello delle autolinee della Società Anonima Gay di Menaggio.
Negli anni Quaranta qualche sussulto: si parlò di riattivazione con locomotive a trazione elettrica, fu ampliata anche la galleria di Croce, ma nel 1960 il Ministero dei Trasporti informava di non ritenere opportuna la riattivazione della linea. Nel 1966 la Società Prealpina di Trasporto fu cancellata anche dal registro delle ditte.

Il presente
Dopo la dismissione della ferrovia Menaggio-Porlezza, protagonista indiscussa del sistema di trasporti del territorio, ha fatto seguito un lungo oblio.
Ora il vecchio sedime è stato trasformato in pista pedo-ciclabile, ed è possibile ripercorrere questo straordinario itinerario annoverabile fra i più belli d’Europa. Oggi è possibile, a piedi o in bicicletta andare alla riscoperta di quei borghi antichi dov’erano ubicate le fermate della ferrovia e visitare i paesi limitrofi, gli stessi che nella ferrovia vedevano l’unica possibilità di collegamento con il mondo circostante che andava evolvendosi.

Il museo
A Grandola e Uniti (CO), frazione Codogna, nella splendida cornice della settecentesca Villa Camozzi, si trova il Municipio e la sede del Museo Etnografico naturalistico della Val Sanagra. Oltre alle sale dedicate alla paleontologia e agli antichi mestieri e tre diorami rappresentanti la fauna che abita la Val Sanagra troviamo la Galleria della Ferrovia. Un interessante archivio fotografico documentale inerente la storica ferrovia Menaggio-Porlezza, in funzione tra il 1884 e il 1939. I visitatori, attraverso un viaggio a ritroso nel passato potranno visionare rare immagini inedite, cartoline d’epoca, documenti originali, testimonianze e oggetti per meglio capire le origini e la storia del territorio.

È un vero peccato che la storia della Ferrovia dei tre laghi non abbia avuto lo stesso successo della Lugano-Ponte Tresa.
Forse uno sviluppo diverso di quel felice progetto di allora avrebbe permesso oggi alle popolazioni del Ceresio comasco una mobilità  sicuramente più sostenibile

 

 

Per info:

www.museovalsanagra.it
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Pubblicazioni:
- Il trenino del signor K. Storia della Ferrovia Menaggio-Porlezza di Dario Campione - ricerca iconografica Sabrina Risi
- Ieri in treno... oggi in bici! di Francesco G. Bernini