Le votazioni del 28 settembre hanno dato un segnale chiaro: la popolazione ticinese chiede risposte immediate e concrete al peso insostenibile dei premi di cassa malati.

Come sindacato che da oltre un secolo difende i lavoratori e le lavoratrici, l’OCST riconosce l’urgenza di agire e ribadisce la propria disponibilità a un dialogo aperto e costruttivo per individuare soluzioni che permettano di implementare le iniziative approvate in modo responsabile e sostenibile.
Al tempo stesso, però, vogliamo essere altrettanto chiari: non accetteremo che a pagare il prezzo della situazione siano le lavoratrici e i lavoratori del settore pubblico e parapubblico, né che la qualità dei servizi destinati alla popolazione venga sacrificata. La strada non potrà essere quella di tagli lineari, mancata sostituzione del personale in uscita, chiusure di servizi o peggioramenti salariali e contrattuali. Un Cantone che indebolisce il suo Stato sociale e il lavoro di chi lo sostiene quotidianamente è un Cantone che mette a rischio la propria coesione e il proprio futuro.
L’OCST invita quindi le autorità cantonali e tutte le forze politiche a raccogliere la sfida lanciata dalle cittadine e dai cittadini: affrontare finalmente i nodi strutturali della politica sanitaria e delle finanze pubbliche, «senza chiedere ulteriori sacrifici a chi lavora ogni giorno nei servizi pubblici e parapubblici e senza trasformare i dipendenti pubblici e parapubblici nei capri espiatori del risanamento delle finanze cantonali.
Il sindacato è pronto a portare la propria voce e le proprie proposte al tavolo del confronto, con la fermezza che da sempre lo contraddistingue: apertura al dialogo sì, ma nessun compromesso sulla qualità del lavoro, sulla dignità salariale e sulla tutela dei servizi fondamentali per la collettività.