Le informazioni emerse su La Regione in relazione alla situazione di Bally sollevano interrogativi sempre più seri sulla procedura di moratoria concordataria concessa all'azienda a partire dal 15 giugno 2026.
Secondo quanto riportato pubblicamente, sarebbe stata presentata un'offerta di acquisizione da parte dell'imprenditore Roberto Martullo finalizzata al mantenimento di una parte delle attività, di alcuni posti di lavoro e all'acquisto del marchio. Il rifiuto di tale proposta, se confermato, rende ancora più urgente comprendere quale sia il reale progetto industriale previsto per Bally e quali prospettive concrete esistano per i lavoratori.
Negli ultimi mesi l'OCST ha costantemente ribadito che il nostro Cantone ha bisogno di imprenditori interessati a creare valore attraverso il lavoro, la produzione e il radicamento sul territorio, non di operazioni che rischiano di lasciare dietro di sé soltanto debiti e conseguenze sociali. Se sarà confermato che un'offerta di acquisto capace di preservare attività, posti di lavoro e relazioni con i fornitori è stata respinta, la proprietà dovrà spiegare quali alternative migliori intenda perseguire e per quale ragione tale proposta non sia stata ritenuta meritevole di approfondimento.
L'OCST non intende sostituirsi alle autorità nell'accertamento dei fatti né alimentare speculazioni. Tuttavia, il susseguirsi degli eventi degli ultimi mesi – dall'aggravarsi della situazione finanziaria alle procedure in corso, fino alle discussioni attorno agli asset strategici dell'azienda – pone domande alle quali lavoratori, creditori e opinione pubblica meritano risposte chiare.
Confidiamo che le autorità competenti stiano seguendo questa vicenda con la massima attenzione e che vengano svolti tutti gli approfondimenti necessari. Quando una società con una storia importante come Bally si trova al centro di operazioni tanto complesse, la trasparenza non è un'opzione: è un dovere.
La domanda che oggi molti si pongono è semplice: esiste davvero un progetto industriale credibile per il futuro di Bally oppure si tratta di un’operazione speculativa e si sta assistendo a un progressivo svuotamento di valore destinato a favorire altri interessi, lasciando sul territorio debiti, posti di lavoro perduti e pesanti conseguenze sociali?
I lavoratori hanno diritto a conoscere la verità. E hanno diritto a sapere che ogni decisione verrà valutata non soltanto sulla base degli interessi finanziari coinvolti, ma anche delle conseguenze che produrrà sulle persone che hanno contribuito a costruire la storia e il prestigio del marchio.
L'OCST continuerà a vigilare affinché i diritti dei lavoratori siano tutelati e affinché venga fatta piena luce su una vicenda che presenta ancora troppe zone d'ombra.