La crescita del premio di cassa malati non si arresta e per molte famiglie e molti pensionati ticinesi è l’ennesimo colpo al potere d’acquisto. Il problema è evidente: il reddito è sostanzialmente fisso, mentre cassa malati, affitto, energia e costo della vita continuano a crescere. E quando aumenta una spesa obbligatoria non rimane che tagliare altrove: una cena, una vacanza, un’attività culturale, un aiuto ai figli o ai nipoti. Piccole rinunce che, sommate anno dopo anno, significano una riduzione concreta della qualità di vita.
In Ticino esiste fortunatamente la RIPAM, la riduzione individuale dei premi, che rappresenta un aiuto indispensabile per le economie domestiche con redditi più contenuti. Ma anche questo strumento mette in evidenza una contraddizione del sistema: se i premi aumentano, cresce anche la pressione sugli aiuti necessari per renderli sopportabili e, di conseguenza, sulle finanze pubbliche. Il costo quindi non scompare. Una parte viene semplicemente trasferita dall’assicurato alla collettività. Si rischia così di entrare in un circolo vizioso: premi sempre più elevati, maggiore necessità di sussidi e maggiore spesa pubblica.
Il problema vissuto dai singoli è solo la conseguenza. Il dibattito dovrebbe concentrarsi maggiormente sulle cause dell’aumento del costo complessivo della sanità: prezzi dei farmaci, prestazioni realmente necessarie, coordinamento delle cure, prevenzione, organizzazione ospedaliera e costi amministrativi. Allo stesso tempo bisogna avere il coraggio di discutere anche il finanziamento del sistema, valutando senza pregiudizi un maggiore legame con la capacità economica, un diverso contributo della fiscalità o altri modelli per l’assicurazione obbligatoria.
Non esistono soluzioni gratuite. Se una parte del costo non viene pagata attraverso i premi, dovrà essere finanziata in un altro modo. Ma proprio per questo è necessario interrogarsi su come distribuire questo peso in maniera sostenibile, soprattutto nei confronti di chi dispone di un reddito limitato e difficilmente può aumentarlo.
Il singolo può cercare di difendersi. Confrontare ogni anno le casse malati, scegliere un modello alternativo e verificare attentamente la franchigia può consentire qualche risparmio. In questo ambito bisogna prendere decisioni ponderate rispetto alla propria situazione personale e familiare. Per esempio per una persona anziana aumentare la franchigia può rivelarsi controproducente: chi necessita regolarmente di visite, farmaci o terapie rischia semplicemente di pagare meno di premio e di spendere di più quando deve curarsi.
Per questo l’OCST e GenerazionePiù organizzano una serata informativa con l’ACSI che si terrà il prossimo 14 ottobre alle 18.30 nel salone della sede OCST di Lugano in via Balestra 19. Info e iscrizioni: https://www.ocst.ch/eventi/108-come-risparmiare-sul-premio-di-cassa-malati