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L’emergenza sanitaria del COVID-19, che ha messo in gravi difficoltà molte aziende, ha fatto precipitare la situazione economica dell’aeroporto di Lugano-Agno, già confrontato con varie difficoltà.
 La sostenibilità delle attività aeroportuali non era più data e il Consiglio di Amministrazione di LASA ha chiesto la liquidazione ordinata della società.
Come indicato nella nota stampa del CdA di LASA, la proposta permetterà di versare gli stipendi ai dipendenti fino a fine maggio e di tacitare correttamente gli altri creditori della società. La liquidazione ordinata consentirà di organizzare una transizione ordinata alla Città di Lugano – proprietaria del sedime aeroportuale e titolare della relativa concessione federale d’esercizio – delle attività e del personale indispensabili al mantenimento dell’aeroporto in condizioni di esercizio minimali.
Il Municipio di Lugano presenterà in questi giorni un messaggio all’attenzione della Commissione della Gestione per mantenere le attività dell’aviazione generale a partire dal primo giugno con l’impiego di alcuni dipendenti e proseguire le trattative con privati interessati a riprendere le attività, verosimilmente a partire dl primo gennaio 2021.
Con la liquidazione di LASA cesserà pure la partecipazione azionaria del Cantone Ticino alla società che oggi è del 12,5%, come peraltro ricordato dal Direttore del DT Claudio Zali. Una partecipazione che, come noto, il Gran consiglio aveva deciso di aumentare al 40% dando seguito al messaggio 7708 del 4 novembre 2019.
Tuttavia anche se al 31 maggio cesserà la partecipazione a LASA, riteniamo non possano cessare le responsabilità del Cantone per quanto attiene alle collaboratrici e ai collaboratori che si troveranno al primo giugno senza occupazione. Ricordiamo che si tratta in totale di 72 persone che da anni prestano attività lavorative al servizio di Lugano Airport SA. Solo una ventina di esse potranno riprendere il lavoro con la nuova gestione.
I sindacati OCST e UNIA hanno già chiesto l’allestimento di un piano sociale a beneficio di tutti i collaboratori di LASA e sono già state avviate discussioni in tal senso con le autorità del Comune di Lugano. Riteniamo tuttavia che anche il Cantone debba partecipare a questo piano sociale.
Per questo motivo domandiamo che il Consiglio di Stato chieda di essere coinvolto nelle discussioni relative al piano sociale e garantisca:
a. La sua partecipazione al piano sociale, analogamente al grado di partecipazione azionaria a LASA;
b. L’impegno a sostegno delle/dei dipendenti di LASA nella ricerca di un’occupazione;
c. L’adesione ad eventuali altre misure che verranno inserite nel piano sociale.
 
Mozione urgente presentata da:
 
Jelmini Lorenzo, Passardi Roberta, Isabella Claudio, Fonio Giorgio e Imelli Sara