Che il settore terziario, in particolare quello impiegatizio, sia esposto a un continuo peggioramento delle condizioni salariali, ma non solo, è un dato di fatto. Sono ben 9 i contratti normali di lavoro (CNL) che regolano il salario della professione di impiegato di commercio. Come risaputo, un CNL può essere introdotto solo laddove statisticamente viene dimostrato un reiterato abuso dei livelli salariali.
Il sindacato OCST è da sempre particolarmente attento all’evoluzione del settore, tant’è che è stato creato un apposito gruppo di lavoro il cui coordinatore è Claudio Isabella vicesegretario regionale del Sopraceneri nonché deputato in Gran Consiglio, di cui fanno parte anche i colleghi Nenad Jovanovic (segretariato del Mendrisiotto) e Paolo Coppi (segretariato del Luganese).
A prescindere da tutto, sconvolge che si possa dire morale licenziare e ci lascia molto perplessi sapere che nel 2020 un imprenditore possa chiedere all’opinione pubblica di accettare che sia onesto lasciare senza lavoro alcuni dei suoi collaboratori.
Del resto morale vuol dire questo, significa fare la cosa giusta, fare quello che è bene. Per altro nel delicato momento storico in cui ci troviamo, ancora piegati da un’imprevedibile crisi sanitaria mondiale che ha ridotto drasticamente i consumi in diversi settori, le istituzioni ticinesi e confederate hanno reagito concedendo a tutte le imprese aiuti economici proprio per evitare licenziamenti. 
Il contratto collettivo per architetti e ingegneri, dopo la pubblicazione della domanda di obbligatorietà su Foglio Ufficiale del 5 maggio 2020, ha ricevuto delle opposizioni. Abbiamo dunque rivolto qualche domanda a Giorgio Fonio che ha seguito sin dall’inizio il CCL.
Negli scorsi mesi sono emersi sui media, spesso segnalati dal nostro sindacato, vari casi di architetti sottopagati. Sinonimo che il settore necessita di un CCL. 
Pochi giorni dopo la dichiarazione di fallimento del Giornale del Popolo (GdP) è stata costituita, per volontà di Mons. Valerio Lazzeri e su sollecitazione di associazioni e sindacati di categoria, l’Associazione Solidarietà Giornalisti e Operatori dei Media.