L’OCST accoglie con favore la decisione del Gran Consiglio di sostenere il controprogetto all’iniziativa popolare “Basta con il dumping salariale”.

L’iniziativa infatti propone una soluzione inadeguata ad un’esigenza reale, alla quale è necessario dare una risposta concreta ed efficace.
In numerose occasioni, recentemente anche durante Congresso cantonale, l’OCST ha denunciato il degrado del mercato del lavoro e l’aumento del numero e della sofisticazione degli abusi a danno dei lavoratori e delle aziende che agiscono correttamente. Più volte ha richiamato la necessità di aumentare le risorse a disposizione per i controlli e di migliorare la collaborazione tra gli operatori.
Proprio in quest’ottica Gianni Guidicelli, quando era Gran consigliere, ha proposto un controprogetto approvato a larghissima maggioranza dal Gran Consiglio e sostenuto nel dibattito parlamentare da Lorenzo Jelmini. Questo controprogetto è molto meno costoso dell’iniziativa e, soprattutto, ha il pregio di valorizzare quanto già viene fatto oggi grazie all’impegno delle parti sociali. Tiene infatti conto del grande lavoro di controllo già svolto dalle Commissioni paritetiche, e favorisce il coordinamento di tutte le forze in campo.
Il controprogetto all’iniziativa si basa infatti su quattro pilastri:
- valorizzare l’attività di coordinamento svolta dall’Ufficio per la sorveglianza del mercato del lavoro nei confronti della Commissione tripartita, delle Commissioni paritetiche e dei servizi dell’amministrazione cantonale attivi nell’ambito del controllo del mercato del lavoro;
- valorizzare l’attività delle Commissioni paritetiche mettendo a disposizione competenze, personale e mezzi finanziari;
- aumentare di 24 unità il personale in dotazione alle autorità di controllo cantonali: ciò significa 18 nuovi ispettori;
- mettere a disposizione delle Commissioni paritetiche i mezzi finanziari necessari per aumentare il numero di controlli.
Sono quindi molte le ragioni per sostenere il Controprogetto all’iniziativa, che verrà posta in consultazione popolare nel prossimo autunno. Dà infatti una risposta concreta, puntuale e realistica alle esigenze del martoriato mercato del lavoro ticinese.