L'OCST sostiene due referendum contro le misure di riequilibrio delle finanzeL’OCST ha deciso di sostenere due referendum lanciati contro le misure di riequilibrio delle finanze cantonali votate dal Gran Consiglio.

La partecipazione degli utenti ai costi delle prestazioni dei servizi di assistenza e cura a domicilio

 

La modifica della legge votata dal parlamento dà la possibilità al Consiglio di Stato di introdurre un contributo di 15 fr. al giorno a carico degli utenti dei servizi di cura a domicilio pubblici o privati con un contratto di prestazione con il Cantone. Seppur sospesa per due anni, a condizione che i servizi riescano a risparmiare lo stesso importo in modo diverso, si ritiene questa misura penalizzante per i beneficiari di questi servizi, macchinosa nella sua applicazione, e poco efficace. Buona parte dei maggiori costi a carico degli anziani sarebbero infatti  trasferiti  alle prestazioni complementari.
Questa impostazione crea margini di concorrenza sleale con quei servizi che non saranno obbligati ad introdurre il contributo.

I servizi di cura e assistenza a domicilio sono un sostegno prezioso per i malati e gli anziani bisognosi di cure che possono restare nella loro casa. Un innegabile vantaggio per la qualità di vita degli utenti e un notevole risparmio per la collettività. È miope dunque intervenire su questi servizi al di fuori di un progetto di riforma complessivo.

>>Scarica il formulario per il referendum "No al peggioramento delle cure a domicilio"

Aumento delle soglie di intervento LAPS

 

Questa modifica comporta una riduzione degli assegni integrativi e di prima infanzia, soprattutto per le famiglie monoparentali e per quelle numerose. È un ulteriore peggioramento, dopo quelli introdotti nei preventivi degli scorsi anni, che porta a un graduale smantellamento della nostra politica a sostegno della famiglia, che è sempre stata portata ad esempio in ambito nazionale.
Dall’evoluzione delle prestazioni, abbiamo potuto verificare che le conseguenze di queste misure si traducono inevitabilmente in un aumento degli oneri a carico dell’assistenza sociale, che in parte è finanziata dai comuni.

L’OCST è disponibile ad affrontare il tema di una revisione delle nostre prestazioni sociali alla luce dell’evoluzione della società, ma all’interno di un progetto complessivo che consenta di intervenire sugli sprechi, senza penalizzare le categorie bisognose e senza trasferire i costi su altri enti.

>>Scarica il formulario per il referendum "No alla riduzione delle prestazioni sociali"