Gessatori: prima i fatti e poi la trattativaL’associazione padronale di categoria (ATMG&P) chiede ai sindacati di ritornare al tavolo delle trattative per il rinnovo del CCL.

Una mano tesa non viene mai rifiutata. È buona norma però, tra persone serie, che al nobile gesto corrispondano anche reali intenzioni.

Il settore del gesso, da tempo sotto pressione per una assennata politica dei prezzi basata sul sottocosto e la speculazione, è in agitazione dal momento in cui l’ATGM&P ha intimato la disdetta al CCL con la fine dell’anno. I gessatori e gli intonacatori ticinesi sono pertanto in stato di agitazione e mobilitazione in quanto non vogliono rimanere senza regole contrattuali e mettere a rischio il proprio diritto al pensionamento anticipato.

OCST e UNIA sono pronti a sedersi al tavolo delle trattative esclusivamente sulla base di precise condizioni. In buona sostanza, si chiede all’ATGM&P, ufficializzate nero su bianco, di

1.    rinunciare definitivamente alla proposta di inserimento nel CCL della categoria “garzone”: proposta inaccettabile nella misura in cui CCL esiste già ora la categoria del “manovale = lavoratore senza esperienza sul cantiere”;

2.    concertare meccanismi salariali che permettano la crescita professionale ai lavoratori senza qualifica: oggi 1 lavoratore su 2 è classificato nella categoria “manovale = lavoratore senza esperienza sul cantiere”;

3.    implementare nel CCL misure atte ad evitare il dumping salariale come convenuto nei settori dell’edilizia principale e delle piastrelle: limitazioni sull’ingaggio di personale interinale in prestito dalle agenzie, norme efficaci contro i contratti a tempo parziale fittizi, regole chiare sui lavori in subappalto;

4.    adottare modifiche contrattuali atte a garantire il rispetto del pagamento del tempo di viaggio dal magazzino della ditta al cantiere.

In una trattativa di rinnovo di un CCL, i sindacati si sono sempre dimostrati disponibili ad ascoltare e comprendere le esigenze dei datori di lavoro. OCST e UNIA - visto anche il susseguirsi di puntuali e comprovate denunce di imprese che già oggi praticano il dumping - non intendono sedersi al tavolo delle negoziazioni per discutere di proposte e modifiche che, invece di ricercare soluzioni efficaci, sdoganano (= rendono contrattuale) e promuovono il dumping salariale e la concorrenza sleale tra imprese.

Lettera dell'ATMG&P>>